PROPRIETARI ANSIOSI POSSONO AVERE CANI ANSIOSI?

AUTORE

Fabrizio Collovà

Patricia McConnelly, la conoscete? La nota addestratrice americana, autrice del celebre libro “All’altro capo del guinzaglio”, che potete trovare a questo link: https://amzn.to/3cuAmPq

ha recentemente rivolto una domanda all’etologo comportamentale Kim Brophey, chiedendo se i cani che presentano un notevole livello di ansia possano avere alle spalle a loro volta dei proprietari ansiosi.
La riposta è stata: “Si”.

La stessa domanda ha rivolto a Carri Westgarth, docente in Interazione uomo-animale presso l’Università di Liverpool ed in particolare se i cani timidi e paurosi avessero anch’essi un legame con l’ansia dei proprietari.

Ancora una volta la risposta è stata: “Assolutamente”.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che esiste una correlazione tra la personalità del cane e quella del suo proprietario.
Sono basati sul modello a 5 fattori della personalità, chiamati anche I BIG FIVE.
Una teoria secondo cui le differenze delle personalità umane si riducono a 5 dimensioni:

– Apertura a nuove esperienze
– Coscienziosità
– Estroversione
– Gradevolezza
– Nevroticismo, intesa come emotività negativa.

Si è scoperto come le persone ansiose abbiano una bassa emotività.

Tra i BIG FIVE il nevroticismo sembra la dimensione più rilevante e viene valutata in base ad un punteggio, più è elevato più il soggetto vive nella paura, nel senso di colpa, nell’ansia e nello stress.

Il veterinario comportamentale Nicholas Dodman e il suo team hanno condotto una ricerca sulla correlazione tra i tratti della personalità dei BIG FIVE di 1564 proprietari di cani e 17 comportamenti problematici in essi.
I proprietari con un punteggio elevato nel nevroticismo avevano cani con 13 dei 17 problemi comportamentali del tipo:

1 Aggressività verso i proprietari
2 Aggressività verso altri cani
3 Paura
4 Ricerca di attenzione
5 Ansia da separazione
6 Abbaio persistente

Durante il mio lavoro di consulente mi è capitato spesso di vedere proprietari di cani denunciare uno o più dei problemi dei punti 4, 5 e 6 nel loro cane.
Che sia una paura dovuta alla percezione di un pericolo, magari in passeggiata, una ricerca di attenzione del cane, spesso dentro casa e accompagnata da abbaio o ansia da separazione, non sono altro che problemi comportamentali apparentemente gravi ma che potrebbero risolversi abbastanza velocemente se presi in tempo e se il proprietario manifestasse un reazione corretta.

“Non posso lasciare il mio cane da solo che inizia ad agitarsi”,

“Appena mi allontano mi segue sempre”, sono frasi abbastanza diffuse e che manifestano uno stato d’ansia del cane molto elevato.

Gli studi hanno dimostrato che i proprietari proiettano le loro insicurezze e ansie sul proprio cane, ecco perchè spesso, durante le mie consulenze, lavoro per la maggior parte del tempo sul proprietario, sulla sua personalità e sul suo stato d’animo e magari il cane lo vedo solo al primo incontro tanto per conoscerlo.

Il risultato, a fine percorso, è un cane più sereno, più collaborativo e felice perchè lo è il suo proprietario. Ecco che allora tutto funziona.

Dunque le persone rendono i propri cani nevrotici.

Patricia McConnell ha rivolto la stessa domanda anche al Dott. Hall Herzog, psicologo specializzato nella relazione del comportamento uomo-cane il quale ha risposto dicendo che il fenomeno del proprietario simile al proprio cane è una questione di percezione, ovvero i proprietari proiettano le loro ansie sui propri cani perfettamente normali.

Potrebbe anche esserci un’attrazione iniziale delle persone ansiose nei confronti di cani insicuri e che hanno bisogno di protezione, ma, allo stesso tempo, potrebbe succedere che vivere con un cane problematico potrebbe aumentare lo stress e l’ansia dei proprietari.

Secondo il Dott. Herzog, l’ipotesi più plausibile però è quella del contagio emotivo e cioè che i proprietari contribuiscano a creare cani ansiosi.

Alcune razze sono state selezionate espressamente per l’attenzione e le relazioni con gli umani e per tale motivo corrono il rischio di assorbire lo stato emotivo dei loro proprietari.

Certo, come allevatore, mi sento anche di condividere la mia esperienza nella selezione di una razza, Labrador Retriever nel mio caso, e dico che se accoppiamo cani insicuri o problematici non facciamo altro che generare figli molto probabilmente insicuri a loro volta.

In questo caso il futuro proprietario non avrebbe alcuna responsabilità sul carattere del cane, se non peggiorarne lo stato emotivo se dovesse essere, a sua volta, una persona ansiosa o problematica.

Avere un cane non dovrebbe essere un peso e dovrebbe aprirci a nuove splendide esperienze e magari, anche ad aiutarci a migliorare la nostra personalità.

Tutto ciò succederà soltanto se avremo l’umiltà di studiare e capire come funziona un cane senza renderlo il nostro filo di terra per eliminare le nostre scorie.

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