I Principi Base per una corretta gestione del tuo cane.

Convivenza tra topi e cani

Forse non vi ho mai detto come è nato Dog Cafe.
Da quando abbiamo deciso di andare a vivere in campagna, circa 7 anni fa per via dell’allevamento che non potevo certo più gestire in una casa senza troppo giardino e non adeguata alle cucciolate o a possedere un numero elevato di cani, anche se non ho mai deciso di averne troppi per via della mia volontà di curare la relazione con ogni singolo mio cane, sono iniziate delle piccole avventure tipiche dell’ambiente campagnolo.
Ho sempre amato al campagna, molto più del mare, anche se sono Siciliano e l’aver trovato un luogo che mette insieme la mia volontà di allevare Labrador e il piacere della vita campagnola ha permesso il verificarsi di una serie di aneddoti che ho pensato bene di mettere per iscritto.
Una sorta di diario che ogni sera, da quando stiamo in questa casa, avevo iniziato a scrivere e dove raccontavo a me stesso ciò che mi era accaduto durante la giornata. E di cose ne succedevano e ne succedono ancora.

Piccole scoperte in giardino, animali mai visti, piccoli e grandi, la gestione del pollaio, delle voliere con i pappagalli, del laghetto e del tanto desiderato orto che adesso è diventato recinto dei cuccioli perché gli aghi di pino delle pinete adiacenti non permettono la crescita di nessuna piantina. Dopo aver tentato di installare un piccolo orto per la mia famiglia, solo per il piacere di andare li con le mie bimbe a raccogliere le lattughe, tanto erano striminzite per via del terreno troppo acido, abbiamo deciso di dedicarlo ai cuccioli appena nati.

Le mie bimbe sono contente lo stesso e la mia schiena ringrazia.

Comunque oggi ho deciso di ricondividere con voi le prime pagine di questo mio diario personale di campagna, quello che, dopo un po’ è diventato un blog che ho voluto chiamare Dog Cafe.

Perché questo nome?

Cosa c’entra il caffè con i cani?

Nulla, ho soltanto messo insieme due mie passioni, non solo con le parole ma anche come mia attività.

Amo prendere il caffè, non quello ristretto, tipico italiano, ma quello lungo che ci vuole un po’ di tempo prima che finisca, tempo durante il quale faccio qualcosa.
Leggo, scrivo, lavoro o semplicemente sto con i miei cani in giardino.

Qualcuno fortemente patriottico potrebbe dire, “un caffè europeo, quello che non sa di niente”. Può darsi ma sta di fatto che a me piace e mi piace il rito, come se fosse un the o un bicchiere di vino da sorseggiare mentre si chiacchiera con qualcuno.

Forse sono fuori luogo stando in Sicilia, dove si muore di caldo e un caffè caldo e lungo non è proprio la bevanda adatta, ma a me piace sognare e migrare, anche se solo mentalmente, in altri luoghi.

Ecco che dopo diverse sere in cui scrivevo le storie della mia giornata, mi sono fatto una domanda.

“Chissà se queste storie potrebbero interessare a qualcuno”.

In fondo in esse parlo anche di come risolvere dei problemi legati alla gestione del proprio cane. E fu così che è nato Dog Cafe, un semplice blog, all’inizio, un caffè virtuale in cui immagino di sedermi con un bel caffè da sorseggiare lentamente e cominciare a chiacchierare di cani con gli altri frequentatori.

Anni dopo anni Dog Cafe è cresciuto quasi inconsapevolmente, era diventato un luogo in cui scaricavo tutto ciò che mi passava per la mente, consigli, dritte, storie e curiosità sui cani direttamente vissute da me con il mio branco.

Poco a poco si sono aggiunti altri mezzi di comunicazione come un canale YouTube, un gruppo Facebook che mi permettevano di raccontare queste storie anche in altri modi.
La gente ha cominciato ad appassionarsi e il loro supporto mi ha dato la possibilità di far crescere questo luogo virtuale di incontro, con scambi di idee, opinioni e trucchetti del mestiere.

Il mio titolo di allevatore ed educatore cinofilo non ha mai voluto dare un aspetto didattico, non volevo che Dog Cafe fosse un luogo in cui io parlavo dall’alto della cattedra e chi leggeva non aveva voce in capitolo. Ogni esperienza permette a tutti di crescere, io per primo e il confronto, quello costruttivo, non offensivo e polemico, permette a chiunque in Dog Cafe di trovare un luogo sicuro dove trovare, oltre la mia esperienza, anche quelle di altri possessori di cani non necessariamente “esperti”.

Con il passare del tempo, gli articoli sono cresciuti, la gente cominciava a chiedermi sempre più consigli su quanto vivevo con i cani e, per forza di cose, il blog ha cominciato a prevedere delle piccole guide su temi specifici e dalle guide arrivarono i videocorsi, i webinar e le consulenze individuali. Insomma solo all’inizio del 2022 Dog Cafe è diventato Dog Cafe Academy® la scuola online in cui si studia la lingua dei cani.

Ma una aspetto è rimasto uguale a quello del blog iniziale. Tutti i percorsi presenti nella Scuola danno delle indicazioni sul cosa fare per vivere serenamente con il proprio cane e come farlo, ma il confronto costruttivo e l’opinione di chiunque sia presente nella ormai grandissima community di DGA sono sacrosanti.

Ecco che oggi voglio proporvi il primo articolo del blog Dog Cafe in cui racconto una delle tante storie di campagna e cosa ho fatto per risolvere un problema non tanto semplice.
Mi scuso se l’articolo non è scritto perfettamente ma ho voluto lasciare quasi intatto il testo proprio per dare la sensazione che davano i primi prodotti di Dog Cafe.

Buona lettura.

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