COME GESTIRE UN CANE CHE TESTA LA MIA LEADERSHIP

AUTORE

Fabrizio Collovà

Il cane ci tenterà sempre, ricordiamolo bene questo. Al di la di come lo gestiremo, è fisiologico che i cani testino il proprio leader costantemente, molto di più di quanto possiamo immaginare.
D’altronde come dargli torto?

Se il leader, tra le altre cose, è il responsabile della sicurezza del branco, se dovessi ragionare da cane, penserei:

“Se ti devo affidare la mia sicurezza, devo essere convinto e sicuro che tu sia un buon leader in ogni momento della giornata e in ogni situazione”, pena la vita del cane.

Ecco perchè la nostra leadership viene testata ogni giorno.

Normalmente non farei caso a questi test da parte dei miei cani ma il fatto che possa raccontarvi come li gestisco in qualche modo allerta la mia attenzione su di loro tanto da prendere nota di ogni comportamento o episodio interessante.

Ho già raccontato alcuni di questi aneddoti legati ai test che i miei cani mi fanno regolarmente e avendo tanti cani ne ricevo diversi. Ma questo mese vorrei raccontarvi quello che ha messo in atto la mia Juju, femmina di Labrador di 3 anni al momento incinta di un mese.

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Probabilmente questo non è un fatto da trascurare.

La fragilità della gravidanza potrebbe portare un cane a doversi sentire più sicuro nel proprio branco e a dover ricevere conferma della sua figura di riferimento.

Ecco che da qualche giorno, durante la mia solita routine dei pasti, al momento tutti quanti due volte al giorno, mattina e sera, quando poggio la ciotola a terra dove in genere Juju mangia, lei che fa? Annusa, assaggia poche crocchette e va via, completamente disinteressata.

Come mia abitudine, torno da lei e metto via la ciotola sapendo di riproporla al pasto successivo.

Questo è ciò che dice il “protocollo” per una corretta gestione del pasto e del messaggio che mandiamo al nostro cane:

“Io sono il leader perchè gestisco la risorsa cibo e l’iniziativa pasto”.

Può capitare a tutti, l’importante è comportarsi da leader.

Molte persone che hanno il problema del cane che rifiuta il pasto spesso mi fanno la domanda:

“Ma quanto durerà questo atteggiamento? Quanto dovrà passare prima che il mio cane non assuma più questo comportamento non ammesso?” (Di qualsiasi comportamento si stia parlando).

Non lo sappiamo. Dipende troppo da chi è il cane e da quanto abbiamo consolidato quel comportamento nel tempo.

L’importante è non farsi questa domanda come obiettivo da raggiungere nell’immediato ma lavorare bene nel percorso per raggiungerlo. Se curiamo bene il percorso, il risultato arriverà molto prima di quanto ci aspettiamo.

Ecco che alla prima occasione di Juju, me ne sono andato quasi non curante dell’accaduto, ma già pre allertato per il pasto successivo per vedere se avesse continuato.

La mia consolazione è stata che mi sono comportato da leader gestendo bene il pasto e inviando a Juju il messaggio:

“Sono io il leader, puoi fidarti di me.”

Adesso devo necessariamente descrivervi brevemente una mia condizione familiare e quindi ambientale in casa che complica ulteriormente il tutto nella gestione di questi episodi.

La mia, come tante altre condizioni familiari, inasprisce il tutto e per questo voglio raccontarvela.

Ho due bimbe piccole, soprattutto quella di 2 anni, ancora dorme il pomeriggio e tutti sappiamo, soprattutto i genitori, che il sonno è sacro per i bambini e anche per noi che ne approfittiamo per avere una tregua per rilassarci, lavorare o sbrigare faccende che non potremmo sbrigare con loro.

Un cane o più cani che abbaiano, possono diventare un problema mentre un bambino dorme. Potrebbe svegliarsi ed è finita.

D’estate fa giorno presto e questo, per chi ha cani, spesso è un problema se non si è troppo mattinieri.

Ma sfiderei chiunque ad alzarsi alle 4:30/5:00 perchè già è giorno e i cani si sono svegliati credendo che si possa iniziare la giornata.

Devono necessariamente imparare ad attendere, anche da svegli, che arriverà il momento in cui noi iniziamo la nostra giornata e quindi potranno accodarsi. Intanto si può stare svegli ma buoni.

Sento già le vostre voci che sussurrano:

“Si, ma come fare a farlo stare buono?”

Una corretta gestione quotidiana terrà il cane calmo ed equilibrato e questo risultato si raggiunge facilmente.

Ma resta il fatto che l’estate è un problema per tutti. E noi genitori lo sappiamo ancora di più specialmente se una bambina di due anni ti sveglia durante la notte per un qualsiasi motivo e quindi non hai certo voglia di iniziare la giornata alle 5.

Vi dico questo perchè è la condizione in cui mi trovo adesso con i miei cani. E dover gestire i loro test di leadership è sicuramente una condizione pro.

Chissà, magari anche voi potreste trarre beneficio da ciò che faccio.

Nonostante la mia gestione dei cani non fosse cambiata e da anni, ormai, è molto funzionante anche se sempre migliorabile, dopo il primo test sul pasto, Juju ha cominciato a rincarare la dose aggiungendo altri tipi di test.

In prossimità dell’ora del pasto mattutino, in genere intorno alle 7:00, comincia ad abbaiare.

“Oddiiiiiiiio la bimba si sveglia”.

I miei cani in genere non emettono alcun abbaio se non per necessità, quindi il silenzio regna a casa mia, pure avendo un allevamento.

Capite bene che un Labrador che abbaia nel silenzio più assoluto non è certo conveniente.

Non è cattiva Juju, così come qualsiasi umano potrebbe pensare in un momento di difficoltà.
Siamo sempre pronti a pensare che sia il cane in difetto, ma non è così.

Evidentemente Juju, in questo momento di fragilità della gravidanza, ha altre necessità, che certo non può raccontarmi a voce, quindi spetta a me capirlo e comprendere quali sono per agevolarla.

Sicuramente i diversi test che mi ha proposto per diversi giorni, in maniera molto intensa sono una richiesta di sicurezza che io, in quanto suo leader, le devo assolutamente dare.

Pensiamo da cani e non da umani.

L’occasione dei pasti è sempre il primo campo di battaglia in cui si manifestano i test.
Mentre attendevo di dare il pasto successivo, in cui volevo verificare se avrebbe mangiato o avrebbe riproposto il disinteresse, la mattina mi ha anticipato abbaiando.

Non posso certo dare seguito alla richiesta di cibo di Juju, avrei creato un precedente e inviato il messaggio che lei è la leader perché avrebbe gestito il cibo e l’iniziativa pasto inducendomi a darle da mangiare.

Ma allo stesso tempo mi trovavo nell’impasse di non fare abbaiare Juju mentre le bimbe dormono.

Come fare? Avevo tre elementi da dover conciliare.

Nessun abbaio perché le bimbe dormono
Non dare seguito alla richiesta di Juju
Dare da mangiare facendo in modo che l’iniziativa parta da me

Bell’enigma.

Ogni elemento sembra annullare il successivo.
La fantasia in questo caso è lo strumento più proficuo. Pur mantenendomi all’interno delle regole di funzionamento del cane e delle regole di gestione del branco, ho avuto un’idea.

Intanto dare un’occhiata a questo video potrebbe chiariti il concetto di fantasia nell’intervento con il cane.

Probabilmente liberando Juju dal luogo in cui aveva trascorso la notte e dove in genere la mattina mangia, e lasciandola libera per tutto il giardino in attesa della preparazione della pappa che si trova in un altro luogo dell’allevamento, avrei annullato il suo abbaio.

I punti 1 e 2 sarebbero caduti di colpo.

Ho provato e ha funzionato. Juju libera mentre preparo e, una volta pronto, ho servito la pappa di Juju in un altro luogo.

La variazione di luogo del pasto può aiutare a rinforzare la nostra leadership, da un maggiore senso di gestione del pasto da parte nostra.

Il cane pensa:

“Dove mi darà da mangiare adesso?”

Mi trovo quindi, a ridare da mangiare a Juju per la seconda volta, la quale però, mostra ancora disinteresse come la volta precedente.

In tempi non sospetti, non mi sarei preoccupato, avrei continuato con la gestione del pasto mettendo via la ciotola e servendo al pasto successivo. Ma con una cagna incinta, la situazione cambia leggermente. Comincio a preoccuparmi che non posso tirare troppo al corda e lasciare Juju digiuna.

Mi viene anche il dubbio che possa avere qualche problema legato alla gravidanza, inappetenza, nausea o altro e mi decido a chiamare il mio veterinario di fiducia.

Naturalmente non spiego tutto questo procedimento della gestione del pasto al veterinario e riferisco soltanto che Juju non mangia.

La risposta, quasi da protocollo da parte di un vet è:

“Aggiungi del fresco e vedi come va”.

In poche parole insaporisci la pappa per invogliarla a mangiare.

Certo, facile, ma quando ricevo indicazioni di questo tipo da parte dei clienti che l’hanno fatto sotto consiglio del vet di fiducia, porto subito l’attenzione sul fatto che stiamo creando un precedente difficile poi da eliminare.

Il cane si abituerà all’aggiunta e non vorrà più mangiare la sua pappa standard. E giocherà sempre al rialzo.

Purtroppo non avevo scelta. Le avevo tentate tutte, metti via la ciotola e servi al pasto successivo per due volte, avevo anche provato a farla mangiare separatamente dato che normalmente lo faceva in presenza di Penny, un’altra mia femmina che avrebbe potuto disturbarla in quel particolare periodo.

Quest’altra strategia mi ha costretto a fare vero e proprio spionaggio.

Mi decido a servire la pappa di Juju in un recinto esterno da sola. Servo la pappa, chiudo la porta e con la scusa di riempire il secchiello dell’acqua, mi allontano come è giusto fare per evitare di assistere al suo pasto. Intanto la guardavo da lontano per capire quale fosse il suo atteggiamento davanti la ciotola.

Vedevo che era agitata, coda alta, pensava ad osservare chi ci fosse in giro e buttava anche un’occhio a Penny che mangiava poco lontano.

Strano per Juju ma qualcosa la disturbava. Non ho mai capito cosa fosse, ma sapevo che, da buon leader, dovevo rassicurarla.

In questi casi non è necessario comprendere la causa dell’agitazione del cane, certo aiuta saperlo ma ciò che conta è comportarsi da leader.

Ho continuato nel mio intento curando tutti gli aspetti del leader: non assistere al pasto, metti giù la ciotola e appena mette il muso via la fai sparire e riproponi al pasto successivo.

Nulla, continuava a non mangiare.

Non avevo ancora ben chiaro se fosse un problema di gestione del pasto, anche se procedevo da protocollo, o se fosse legato ad un malessere del cane.

Sono stato costretto a seguire l’indicazione del veterinario ma a modo mio.

Forse un aiutino avrebbe spinto Juju a mostrare più interesse sulla ciotola.

Ho diminuito la sua razione, tanto da non farle lasciare le crocchette. Non sopporto vedere quel po’ di cibo rimasto li. Preferisco diminuire la dose in modo che la mangi tutta e aumentare gradualmente nei giorni successivi.

Ho aggiunto anche un omogeneizzato di carne in piccolissima quantità, una vera spolverata, tanto per dare un’idea di diverso.

Una porzione più consistente avrebbe sicuramente dirottato Juju verso il nuovo cibo, trovandomi nei guai dopo.

Omogeneizzato, quindi, ben schiacciato e mescolato alle crocchette in modo da impedirle di fare una selezione e scartarle.

Cominciava a mangiare a piccole dosi e continuai così per diversi giorni sempre servendo il pasto separatamente nel recinto.

Intanto la osservavo sempre, la sua postura, le sue pause tra un boccone e l’altro e vedevo che quell’ansia che avevo letto i primi giorni cominciava a dileguarsi. Il pasto era sempre più continuo e rilassato.

A quel punto cominciai a ridurre l’aggiunta di omogeneizzato, riportando tutto alle crocchette. Vedevo che funzionava, finché ormai da qualche tempo ha ripreso la sua routine tradizionale del pasto.

Juju ha ripreso a mangiare insieme a Penny, in maniera continuativa, rilassata e senza alcuna aggiunta.

Questa storia dovrebbe ricordarci che, non è sempre facile capire cosa passi per la testa del cane, ma le competenze di un buon leader devono sempre essere messe in atto.

Potremmo trovarci a risolvere un enigma inizialmente complesso con piccoli trucchi e strategie senza conoscere veramente il nostro nemico.

Che fosse un problema di salute legato alla gravidanza o un test della mia leadership sempre legato alla condizione di precarietà di una femmina in gravidanza o qualsiasi altra cosa, non l’ho mai capito. So soltanto che tutto ciò he ho fatto l’ho fatto mantenendo sempre alta la mia leadership e questo ha contribuito a farmi raggiungere il ripristino del problema in tempi relativamente brevi.

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