I Principi Base per una corretta gestione del tuo cane.

Si puo’ lasciare il cane legato fuori dal negozio?

Quante volte ci è capitato di vedere questa scena per strada?

Un signore lega il proprio cane a qualcosa sul marciapiedi perchè deve entrare velocemente in un negozio a sbrigare una commissione.

Apparentemente sembra tutto normale, quando, invece, non lo è e per diversi motivi.

Nell’articolo di oggi voglio parlarti degli aspetti negativi di questa pratica molto diffusa tra i possessori di cani.

 

Ma, innanzitutto, cosa prevede la legge per i cani?

A livello nazionale, il Regolamento di Polizia Veterinaria (DPR n.320/1954) prevede che i cani possano essere portati nelle vie o negli altri luoghi aperti al pubblico, solo se sono tenuti al guinzaglio o se hanno la museruola.

Sempre secondo il Regolamento di Polizia Veterinaria (DPR n.320/1954), devono avere contemporaneamente sia il guinzaglio sia la museruola quando sono condotti sui mezzi di trasporto pubblici, oppure nei locali pubblici.

Inoltre, il Ministero della Salute ha validato il Manuale della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) che regola tutte le norme riguardanti la possibilità di accedere a spazi precisi con il proprio cane.

Si tratta di indicazioni generiche sui tipi di spazi in cui il cane può accedere, facendo distinzione tra spazi aperti, bar e ristoranti o altri esercizi commerciali.

Sebbene le leggi che regolamentano la cura e la gestione dei nostri amici si facciano sempre più stringenti, è chiaro, però, come l’Italia ancora non si sia espressa esplicitamente con una norma che regoli la possibilità di lasciare il cane incustodito.

Ma, leggendo le norme vigenti e sopra riportate, è facile dedurre le indicazioni a riguardo.

Le norme e le leggi del diritto italiano sulla tutela degli animali, sottolineano, giustamente, la responsabilità dei proprietari nel garantire il loro benessere fisico e mentale, quindi spetta ad ogni possessore di cane agire secondo coscienza nel rispetto del cane steso, prima di tutto, e del prossimo, in secondo luogo.

Questo è un tema che mi trovo sempre a dover affrontare perchè tutte le norme che regolano gli aspetti legati alla convivenza tra uomo e cane trascurano o non approfondiscono bene, a mio avviso, il lato del cane.

Ho sempre la sensazione che si parli sempre e solo di ciò che può portare danno all’uomo e alla sua comunità. Certo, è un aspetto fondamentale questo, ma sono sempre convinto che, le norme così dette “per il benessere del cane”, non approfondiscano del tutto questo aspetto.

Cosa si intende per benessere? Quando il cane prova benessere? Mi sembrano, piuttosto, delle definizioni di facciata.

Un primo passo verso una legge specifica sul tema del cane legato fuori da un negozio, parte dalla Spagna, con la Ley de Bienestar Animal 2023, in vigore dallo corso 29 settembre 2023, che proibisce espressamente di lasciare gli animali legati o vaganti in spazi pubblici senza la supervisione del proprietario.

A mio avviso, ciò che manca, in Italia, è uno strumento che dia delle indicazioni chiare su ciò che è possibile fare o non fare con il proprio cane, con esempi diretti che consentano a qualunque cittadino di comprendere quali siano i limiti entro cui ci si può muovere. Un’assenza di queste indicazioni lascia alla singola persona la libertà di agire secondo la propria coscienza e questo, spesso, porta a condizioni spiacevoli.

Forse, insieme alle norme, sarebbe opportuno introdurre dei buoni programmi di formazione dei proprietari di cani, sulla gestione del proprio amico, approfondendo, con esempi pratici, l’applicazione delle norme nella vita quotidiana.

Sono sempre convinto che il patentino per proprietari di cani non debba essere, come lo è al momento, volontario in una prima fase e obbligatorio solo per alcune razze ritenute pericolose o per cani che hanno alle spalle, episodi di morsicatura.

Credo che sia necessario renderlo obbligatorio per chiunque voglia possedere un cane, proprio perchè noi per primi dovremmo sforzarci di diventare esperti sul cane in generale e sul nostro in particolare.

Proprio come quando decidiamo di guidare l’auto e siamo costretti a studiare per prendere la patente che ci autorizza a circolare o se decidiamo di prendere un brevetto per pilotare un aereo o la patente nautica.

 

Perché non dovrebbe essere esteso anche al possedere un cane?

Una nostra incapacità nella sua gestione, oltre a recare danno al prossimo, prima di tutto può recare danno fisico e mentale a loro.

Ogni giorno mi trovo ad assistere a scene inaccettabili in cui vedo gente provocare, inconsapevolmente, danno al proprio cane, senza necessariamente abbandonarlo in autostrada o picchiarlo.
Spesso è ciò che non si vede che crea maggiore stress.

Mi accorgo di quanto i nostri cani stiano male nella vita quotidiana, ad esempio quando sono invitato ad una scampagnata dove tutti gli invitati portano il proprio cane senza preoccuparsi di come gestirlo in quell’occasione, magari pensando di fargli una cosa gradita, quando, invece, non si rendono conto dei segnali di disagio che gli sta inviando.

O quando al supermercato mi capita di vedere una signora con il proprio cane nella borsetta, mentre cerca il portafogli per pagare.

I cani esprimono continuo disagio in ogni nostra azione, ci dicono continuamente:

“Hei, basta, sto malissimo”,

ma noi non li ascoltiamo, neanche ci accorgiamo che stanno comunicando con noi.

Addirittura siamo convinti che la nostra relazione sia idilliaca e che tutto funzioni, fin quando non raggiungono il limite ed assumono un comportamento per noi inaccettabile, talmente palese che ci da così fastidio da accorgercene e, finalmente, da spingerci a prendere dei provvedimenti.

Ma forse, a quel punto è già troppo tardi, come mi dicono in molti.

Beh, non è mai troppo tardi per migliorare la vita di qualcuno.

Ma tornando al tema di questo articolo, vorrei fare qualche altra riflessione pratica riguardo il perchè non è consigliabile lasciare il cane legato fuori dal negozio e come capire se sta patendo questa condizione.

 

Perché evitare di lasciare il nostro cane legato.

Gli elementi che entrano in gioco sono i seguenti:

  1. Pericolo e stress per il cane
  2. Rischio di furto
  3. Esposizione a condizioni atmosferiche estreme
  4. Rischio di incidenti
  5. Mancanza di supervisione

Procediamo punto per punto.

1. Pericolo e stress per il cane.

Il cane è il primo a patire la condizione di abbandono quando pensiamo di lasciarlo, anche se per poco tempo, fuori da un negozio.

A noi sembra tutto normale ma lui accumula una grande quantità di stress.

Ho usato la parola “abbandono” non a caso perchè è proprio questa la condizione di disagio che vive il cane.

Si, magari ti fa sorridere se pensi che non abbandoneresti mai il tuo cane per strada, ma di fatto, per lui, lo stiamo facciamo.

Non saprà mai se torneremo o no.

Ho affrontato questo tema ampiamente questa settimana, nel VIDEO, nel PODCAST o nel profilo INSTAGRAM e molte persone mi hanno scritto dicendo che hanno praticato, almeno una volta nella vita, questa operazione, riferendomi, inoltre, che, però, il loro cane era bravo e non ha avuto alcun problema.

Non è detto che, se il tuo cane non emette alcun comportamento esplicito, un sintomo, non stia patendo quella condizione.

Quante persone consociamo che vivono in silenzio una condizione di disagio?

Il cane, essendo un animale sociale, così come il lupo e l’uomo, patisce la distanza che mettiamo quando ci allontaniamo da lui, soprattutto se legato a qualcosa mentre è fuori dal suo territorio.

Inoltre, vivendo questa condizione di forte stress, deve guardarsi da tutti coloro che lo avvicineranno per accarezzarlo o, semplicemente, per guardarlo e parlargli con la voce carina.

Proprio qualche settimana fa a Bologna, trovandomi li per delle consulenze in presenza per gli studenti emiliani della Scuola, mi è capitato di assistere ad una scena del genere in cui un cane era seduto al tavolino di un bar mentre il suo compagno umano era dentro.

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E come non pensare ai bambini che potrebbero avvicinarsi al cane?

Potrebbe percepire i loro modi di muoversi o di comunicare come un forte pericolo, un pericolo a cui non può sottrarsi perchè, essendo legato, non avrebbe come scappare come farebbe qualsiasi essere umano nelle stesse condizioni.

Una qualsiasi reazione del cane, a questo punto, io la giustificherei.

Ma capisco che all’uomo, fa più comodo prendersela con lui ed inserirlo subito tra le razze o i soggetti pericolosi che necessitano di un patentino per vivere serenamente.

 

2. Rischio di furto.

Un altro aspetto da tenere in conto è la possibilità che il cane ci venga rubato mentre siamo via per sbrigare le nostre commissioni.
E’ facile incappare in questa possibilità, specialmente se il nostro cane è un soggetto docile, che non manifesta alcuna reazione, nonostante patisca il disagio del momento o appartiene ad una di quelle razze “che non fanno paura”.

 

3. Esposizione a condizioni atmosferiche estreme.

Da tenere in considerazione ci sono anche le condizioni atmosferiche a cui possiamo sottoporre i nostri cani in questa condizione.

Il troppo freddo in inverno o il troppo caldo in estate, possono portare il cane a gravi condizioni di malessere.

Accorgersi che si bagni sotto la pioggia è facile, soprattuto se pensiamo che dovremo asciugarlo prima di rientrare a casa, ma i colpi di calore sono, a mio avviso, molto più pericolosi per la sua salute.

Ormai il clima sta cambiando, ogni anno è sempre peggio e accorgersi che stiamo legando il nostro cane in un punto assolato non è da tutti. Noi impieghiamo pochi secondi a farlo e subito ci rifugiamo dentro un negozio per sbrigare le nostre commissioni. Rimarremo li anche per diversi minuti, ma lui no.

 

4. Rischio di incidenti.

Il verificarsi di incidenti per il cane e per chiunque passi da li è molto frequente.
Un cane legato a qualcosa, potrebbe intralciare un passaggio ad una persona anziana o a un disabile.

Vero, avrai fatto attenzione a lasciare il cane in un luogo non di impaccio, ma lui si muoverà nell’attesa e potresti non aver previsto le posizioni che assumerà, a maggior ragione se farà di tutto per cercare di capire dove sei finito e se tornerai mai.

Inoltre lo stres che il tuo cane avrà in quella condizione, potrebbe portarlo a reagire mordendo, ringhiando o, semplicemente, saltando addosso a qualcuno o a qualcosa che considera un pericolo.

 

5. Mancanza di supervisione.

In ultimo, potremmo dire che una mancata supervisione da parte tua sullo stato del tuo cane e di chi gli sta intorno, potrebbe portarti ad ricevere forti sanzioni per una interazione inappropriata con persone o altri animali.

 

Quali sintomi potrebbe manifestare.

Per comprendere bene lo stato di disagio del nostro cane, potrebbe essere utile imparare a leggere i segnali, anche minimo, che invia in questa condizione.

Come già detto, il fatto che il cane non manifesti comportamenti evidenti del suo disagio, non significa che non lo stia patendo.
E questo è sempre ciò che può indurci a non intervenire perchè crediamo che sia tranquillo.

Abbaio.

Tra i segnali che dovrebbero farti sospettare di una condizione di malessere nel tuo cane dovresti tenere conto dell’abbaio che emette come protesta o manifestazione di qualcosa che lo preoccupa. Spesso abbaiano a qualsiasi cosa perchè tutto li preoccupa in quella condizione.

Irrequietezza.

Uno stato di irrequietezza nello stare fermo. Mi capita molto spesso di vedere gente che non riesce a scambiare due parole con un amico per strada perchè il cane si mette subito ad abbaiare o ad agitarsi spingendo per andare via.

Come mai i nostri cani sono diventati così? E’ come se avessero sempre qualcosa da fare senza un attimo per fermarsi.
Proprio una condizione che mi ricorda tanto il nostro modo di vivere oggi.

Tirare al guinzaglio.

Oppure il semplice tirare al guinzaglio verso una via di fuga da quella condizione o verso casa, dovrebbero farti capire che il tuo cane sta vivendo un enorme disagio e quindi, è necessario intervenire.

Cosa fare.

Ma, come intervenire in questi casi?

Se il tuo cane manifesta uno o più di questi comportamenti, devi solo andare via, interrompendo subito ogni attività che stavi svolgendo e rientrare a casa.

Solo il suo territorio potrà garantirgli la sicurezza di cui ha bisogno.

 

Ma cosa fare per le prossime volte che penserai di andare fuori con il tuo cane?

 

Ti dico cosa faccio io.

Prima di uscire, valuto sempre se portare uno dei miei cani con me o no.
La risposta dipende da cosa dovrò fare e quanto tempo dovrò stare fuori a sbrigare le mie commissioni.

Non tutto è adatto al nostro cane, per via dei luoghi in cui dovremo andare, per gli stimoli che dovremo affrontare e per la durata della nostra escursione fuori dal nostro territorio.

Se desidero andare con il mio cane, dedico l’uscita interamente a lui, non a quello che devo fare.
Per quello avrò altro tempo quando lo lascerò tranquillo a casa.

E’ un po’ come quando abbiamo bambini piccoli in auto: possono seguirci ovunque andremo per sbrigare le commissioni? Cosa possiamo fare in loro presenza?

Ci sono cose che faremo quando saremo da soli, proprio perché incompatibili con la presenza di un bambino.

Fai la stessa valutazione quando pensi al tuo cane.

Programma le uscite, non cadere nella trappola che andare fuori a tutti i costi sia sempre un bene per il tuo amico. Spesso vale molto di più una breve passeggiata per i bisogni e una sana dormita in tranquillità a casa.

 

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