I Principi Base per una corretta gestione del tuo cane.

Bambino ucciso dal cane

“Bambino ucciso dal cane”,

è una delle tante notizie che in quest’ultimo periodo andiamo sentendo sempre più di frequente.
La cosa preoccupa e non molto.

Non solo per la gravità dei fatti e la perdita di vite umane, soprattutto bimbi innocenti, ma anche perchè si sta snaturalizzando sempre di più quel rapporto indissolubile tra uomo e cane che da tempi remoti accompagna la storia delle due specie.

Ciò che era questo rapporto ormai non è più.

Da anni il mio lavoro è aiutare le persone ad entrare in relazione con il proprio cane e oggi voglio dirti cosa ne penso di questi tragici fatti nella speranza che far ascoltare tante voci di protesta possa spingere chi di dovere a prendere dei provvedimenti e sensibilizzare chiunque voglia prendere un cane con se su ciò che comporta questa scelta.

Ho letto un po’ e mi sono documentato in questi giorni per comprendere meglio non solo quanto sia accaduto ma ciò che si dice a riguardo anche tra gli addetti ai lavori.

Ho letto diversi articoli a riguardo con cui mi ritrovo d’accordo su alcuni temi che ho voluto selezionare per questo articolo.

Il primo che emerge su tutti è la razza protagonista di questi tragici eventi.
Sentiamo sempre parlare del Pitbull che ha attaccato il bambino o il Pitbull che ha attaccato la signora che gli dava da mangiare e così via.

Insomma si pensa che l’unica vera responsabilità di questi avvenimenti sia dovuta a questa razza presa, ormai, come rappresentazione di esseri aggressivi e pericolosi.

Beh non sono d’accordo.

Ma prima di dirti perchè, cerchiamo di capire chi è questo cane.

 

Chi è il Pitbull

Il Pitbull ad oggi non è ancora una razza riconosciuta dalla Federazione Cinologica Internazionale (FCI) ne dall’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (ENCI), ma questo non esclude il fatto che questi cani esistono e hanno già delle caratteristiche ben precise.

Attorno a questa razza ruotano posizioni opposte. C’è chi li ritiene perfetti per trascorrere del tempo con i bambini e chi invece li ritiene armi letali.

Per quanto mi riguarda sono soltanto inutili prese di posizione in base all’esperienza di ogni singola persona che si potrebbe estendere a qualsiasi altra razza.

Nel mio lavoro, di cani ne ho visti a centinaia tra cui tanti Pitbull. Proprio recentemente ho pubblicato alcuni video sul mio canale YouTube con due Pitbull di un mio cliente che erano veramente dei babbasoni.

Mai nessun comportamento eccessivo, sia nel cucciolo che nell’adulto con cui ho lavorato.
Cosi come ho conosciuto tantissimi altri cani di altre razze, per così dire, non pericolose, che avevano serie possibilità di fare danno.

Ecco qual è il punto.

Non credo che esistano razze pericolose o non pericolose, piuttosto mi concentrerei sul singolo soggetto, sul come è cresciuto e sul come viene gestito.
Ma di questo ne parlerò più avanti, prima vorrei ricordare un fatto fondamentale.

Noi umani abbiamo selezionato le razze, siamo partiti dal lupo e modificando geneticamente tutti i suoi caratteri attraverso incroci, spesso inopportuni, abbiamo prodotto le razze come oggi le conosciamo.

Siamo giustamente inorriditi dal fatto che un Pitbull o un altro cane possa aggredire e uccidere vittime innocenti ma questa operazione di trasformazione eccessiva del lupo ha dato vita a razze di cani che non hanno più le funzioni vitali come la capacità di riprodursi o partorire, il cibarsi o la respirazione.

Abbiamo creato dei mostri che in qualche modo ci attraggono non si sa bene per quale motivo.
Una degenerazione del lupo che ha portato a razze create da noi e che oggi noi stessi critichiamo e definiamo pericolose. Ricordiamo che sono il prodotto di un nostro lavoro.

Ma si sa, l’uomo prima crea potenziali mostri e poi cerca di sconfiggerli. Probabilmente è un gioco che ci diverte.

 

Perchè si parla solo di Pitbull come unici responsabili delle aggressioni?

 

Probabilmente perchè fa più notizia. Io stesso quando in uno dei miei video ho inserito la parola Pitbull in copertina ha attirato più attenzione degli altri.
Solo che io parlavo della mia esperienza con questa razza in senso positivo.

 

 

Se vediamo per un attimo le statistiche degli attacchi potremo trovare facilmente delle sorprese.
Tra le razze che hanno registrato un maggior numero di casi di morsi ce ne sono alcune tra cui anche i Labrador e i Golden. Ma non erano i cani babbasoni? Quelli che non avrebbero mai piegato un capello a nessuno?

Non è detto.

Ci siamo chiesti come mai in questa statistica sono presenti razze come i Golden o i Labrador accanto ad altre razze considerate pericolose?

Conosco bene queste razze dato che allevo Labrador Retrirever da anni e ti posso dire che, se portato all’eccesso, anche l’essere vivente più buono del mondo può reagire.

Il considerare una razza facile da gestire o babbasona, come dico io, cioè sciocca, ingenua, bonacciona, ci fa abbassare la guardia, non ci fanno paura e la loro alta soglia di tolleranza allo stress ci fa pensare che non possano mai reagire ai nostri comportamenti inadeguati.

Trovarci invece davanti ad un cane di taglia grande o di una razza che incute timore, paradossalmente dovrebbe allertarci di più e impedirci di eccedere.

Si parla tanto di razze pericolose e del reinserimento della famosa lista nera delle razze ma, per quanto detto, anche un cane di altro tipo può arrivare a reagire, quindi non avrebbe senso classificare i cani in buoni e cattivi.

Piuttosto mi sentirei di classificare chi se ne occupa, buono o cattivo compagno.
Dovremmo tutti lavorare di più su questo aspetto.

Invidio i paesi in cui, per tenere un cane, è obbligatorio dimostrare di saperlo gestire, chiamiamolo patentino o come vogliamo, questo requisito però, dovrebbe essere assolutamente introdotto nel nostro paese.

E’ ovvio che avere davanti un cane che ha un potenziale di danno maggiore è diverso che trovarsi un cane di piccola taglia. Un morso di un cane gigante non è uguale al morso di un Barboncino anche se credo che un morso di un cane del genere potrebbe fare ugualmente danno ad un neonato.

In base a questo ragionamento, siamo anche più tolleranti nei confronti di un attacco di un cane di piccola taglia che di uno di grande e le relative denunce infatti fanno riferimento agli ultimi per ovvi motivi, ma questo non giustifica la nostra classificazione come razze pericolose.

Il problema della taglia crea un grande equivoco che ci distoglie dal vero problema.
L’uomo non sa più rapportarsi al cane come faceva all’inizio di questa relazione.

Proprio mentre stavo scrivendo questo articolo, ho interrotto per fare una consulenza online ad una mia cliente di Roma che mi ha proprio raccontato che il suo barboncino Ares è stato recentemente aggredito da un Pitbull che lo ha preso letteralmente in bocca, fortunatamente senza ferirlo.

Adesso lei si trova una paura che non aveva, ogni volta che incontra cani di grossa taglia con il suo Ares, non sa proprio come comportarsi perchè invasa da questo timore.

Ci stiamo lavorando su ed è chiaro che il vero lavoro lo stiamo facendo più su di lei che su Ares. E’ lei che deve eliminare questa paura che può trasmettere facilmente al suo cane complicando la condizione, ma il tema è sempre lo stesso.

Incontriamo di continuo cani lasciati liberi senza alcun controllo, se sono piccoli ci ridiamo su, li accogliamo senza preoccuparci del pericolo perché non lo vediamo, non è abbastanza evidente, ma esiste.

Poco tempo fa mi trovavo al parco con mia figlia di 3 anni. Ad un certo momento siamo stati investiti da un cucciolo libero di un cane di piccola taglia che ci è saltato addosso. L’unico disagio che io ho avuto è stato vedermelo saltare sulle gambe, ma mia figlia aveva il volto alla sua quota e la sua zampa le toccava il viso.

Inoltre il reale pericolo non era certo che questo piccolo cane potesse mettersi la testa di mia figlia in bocca ma comportava comunque un problema per il fatto che la sua irruenza l’avrebbe potuta fare cadere facendosi male, una sua zampata avrebbe potuto ferirle involontariamente il volto o un’altra parte del corpo e un morso, anche se con la bocca piccola, l’avrebbe ferita ugualmente.

Sono condizioni meno gravi solo perché si tratta di un cucciolo o di una taglia piccola?
Neanche per sogno.

Inoltre anche il cane era stressato per questa sovreccitazione e per il fatto che chi avrebbe dovuto controllarlo e vegliare sulla sua sicurezza e degli altri era da altra parte sdraiato sul prato.

Inutile dire che quando ho bloccato in tempo il cucciolo evitando che finisse su mia figlia sono stato accusato di non amare gli animali.

La reazione di questo signore conferma la totale incapacità di alcune persone di gestire un cane. Poco importa se si tratta di piccola o grossa taglia, un cane, ogni cane, gestito male può recare danno a chi lo disturba o gli crea disagio.

I cani vanno lasciati in pace e se ne hai uno devi saperlo gestire.

Questo si impara, non si può pensare di far da soli, sarebbe come dire che ci curiamo da soli per non andare dal medico.

Non esiste, è necessario che chi decide di prendere un cane si faccia seguire da un valido consulente per capire se ha i requisiti per tenerlo, per garantire il benessere di quel povero essere vivente che non sceglierà di andare a vivere con lui e per il benessere della comunità.

Una consulenza preventiva provvederà a darci gli strumenti per capire se siamo in grado di gestire bene un cane e di individuare la razza o il meticcio, che ricordo, essere un mix di razze, compatibile con la nostra vita e con il nostro modo di essere.

Non prendo un cane caratterialmente attivo se ho uno stile di vita sedentario, cosi come non faccio il contrario.

Non prendo un cane per poi abbandonarlo in giardino.

Non prendo un cane se non so come si instaura una sana relazione con lui.

Non è obbligatorio prendere un cane.

 

Sicurezza

Un altro tema che riguarda le notizie che sentiamo di continuo è quello della sicurezza del cane in primis e degli altri.

I casi a cui assistiamo, sono sempre frutto di leggerezze da parte dell’uomo nella gestione dei cani.

“Cane scappato dal giardino vicino aggredisce la signora che passava per strada”.

Oppure il cane di famiglia, sempre buonissimo, ha ucciso il bambino.

Non si può più assistere a queste storie: cani e bimbi non sono mai responsabili di quanto accade, lo sono soltanto gli adulti incapaci di gestire adeguatamente e in sicurezza i propri cani.

Il concetto del cane lasciato in giardino è antico, il classico cane che vive da solo nel giardino della casa di campagna dove vado soltanto in estate o per le feste comandate e che mi vede una volta a settimana, che però ha cibo a volontà e tanto terreno.

Ma siamo sicuri che un cane abbia bisogno di tanto terreno e tanto cibo?

Forse un cane, animale sociale come l’uomo, ha bisogno dell’affetto che ogni giorno possiamo dargli, proprio come un altro componente della famiglia.

Andare una volta al giorno a dargli da mangiare senza costruire una sana relazione quotidiana, farà crescere un cane isolato che svilupperà ansia e altri seri problemi comportamenti che conducono facilmente a reazioni spropositate.

Poi ci lamentiamo che questi cani Pitbull o qualsiasi altra razza siano, scappano da giardini abbandonati e attaccano chi gli capita a tiro?

E’ necessario quindi, che il territorio in cui viviamo con il nostro cane, sia seriamente fornito di sitemi di sicurezza che impediscano al cane di andare in giro o di stressarsi.

Io ad esempio, quelle rare volte che lascio i miei cani fuori in giardino senza di me, stacco il cancello automatico dal quadro elettrico.

Questo mi da una sicurezza maggiore sulle possibilità che il cancello si possa aprire accidentalmente causando la fuoriuscita dei miei cani mettendoli in pericolo insieme a qualcun altro.

Se parliamo di passeggiata, non mi sogno minimamente di lasciare libero il mio cane in condizioni che non lo consentono.

Eppure quotidianamente assistiamo a sapientoni che lasciano i cani sciolti in ogni condizione, tanto hanno avuto cani da tutta la vita.

Ogni volta che sento questa frase sorrido.
Chi ti dice che tu non abbia sbagliato per tutta la vita?

Ricordo che qualche hanno fa mi trovavo a pochi passi fuori dal mio cancello in passeggiata con il mio Cody, allora cucciolo. Ad un tratto mi sono trovato davanti due grandi cani molossi liberi che ci avevano puntato.

Se non fossi stato abbastanza vicino al cancello per rientrare e metterci al sicuro, non so come sarebbe andata a finire.

Ricevo ogni giorno richieste d’aiuto da persone che mi chiedono come comportarsi in questi casi.
Ho fatto diversi video sul tema che puoi trovare sul mio canale e purtroppo, non c’è una ricetta sicura che ci garantirà la buona riuscita dell’incontro.

Posso solo dirti che mia moglie è stata anche lei vittima di un attacco da parte di un Doberman scappato da una villa mentre era a passeggio con la nostra bassotta allora anche lei cucciola. Si sono entrambe salvate solo perchè mia moglie ha fatto l’unica cosa giusta ma irrazionale che vada fatta:

mollare il guinzaglio e consentire a Lola di rifugiarsi sotto un’auto impedendo il morso del cane di grande taglia.

Dobbiamo sempre sperare che questi episodi non accadano e per questo è necessario lavorare e divulgare una corretta cultura del cane. Io lo faccio ogni giorno e questo articolo ne è testimonianza ma anche tu puoi farlo.

Comincia a condividere questo articolo con chi conosci, che abbia un cane o no e magari qualcosa finalmente cambierà, magari cominceremo tutti ad essere più sensibili alle reali necessità dei cani, nostri e degli altri.

Forse potremo sperare in un mondo migliore.

Per oggi è tutto.
Noi ci leggiamo al prossimo articolo.
Ciao.

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