Rieccomi dopo quasi un mese dall’ultimo articolo, ma soltanto perchè molto impegnato con i cuccioli che mi sono nati da poco.Puoi vederli QUI.
Ben nove: brava Sissi e bravo anche Cody.
Oggi è proprio di questo che vorrei parlarti, di CUCCIOLI o di CUCCIOLATE.
Ci sarebbe da dire tantissimo, sul parto, sulla gestione della cucciolata, sull’allattamento, sulla fattrice.
Non entrerò nel dettaglio, dato che questi temi poco possono interessare ad un semplice proprietario di cane che non ha alcuna intenzione di intraprendere la strada dell’allevamento.
Piuttosto vorrei parlarti della difficile e controversa questione di cosa significhi effettivamente decidere di fare accoppiare il proprio cane e tutto ciò che ne consegue.
Ti dico subito che, sia che tu abbia un maschio sia che tu abbia una femmina, NON E’ NECESSARIO che si accoppino nella loro vita.

L’accoppiamento non è sicuramente una esperienza vitale per il cane.
Questo è il dilemma che quasi sempre mi sento ripetere dai miei clienti:
“Vorrei fare accoppiare il mio maschio” (o peggio la mia femmina).
La mia risposta: “e perchè?”
Chiunque mi faccia questa domanda rimane disorientato quando rispondo così, come se fosse scontato che un cane si debba accoppiare almeno una volta proprio perchè fa parte della vita.
Ebbene, non è così.
Il cane può vivere benissimo senza fare l’esperienza dell’accoppiamento.
Anzi ti dico che vive meglio, proprio per il fatto che se non hai l’esperienza per gestire una eventuale cucciolata (nel caso di una femmina) o il cambio di atteggiamento nel caso di un maschio, potresti recare un FORTE DISAGIO al cane stesso.
E si, come in qualsiasi professione, NON CI SI IMPROVVISA.
Come io non mi sogno di prescrivere medicinali o qualsiasi cura ne ad animali ne a persone proprio perchè non sono un veterinario o un medico, non si può pensare di fare accoppiare il proprio cane se non si ha l’esperienza per farlo.
Ti assicuro che gestire una cucciolata, magari di 10/12 cuccioli, non è alquanto facile: sono 4 mesi venduti, anche per chi lo fa di mestiere.
E’ proprio questo il punto: è un mestiere e come ogni mestiere va imparato negli anni.
Purtroppo oggi troppo spesso mi imbatto in persone che si improvvisano “allevatori” pensando di poter fare accoppiare la propria femmina e vendere i cuccioli dopo per fare un po’ di grana.
Ma affrontiamo i punti salienti che si dovrebbero tenere in considerazione se si volesse decidere di fare l’esperienza di una cucciolata.
COSA STIAMO ACCOPPIANDO?
Prima di tutto diamo un’occhiata alla RAZZA che vogliamo accoppiare.
Ogni razza ha delle caratteristiche MORFOLOGICHE e CARATTERIALI che è necessario conoscere. Lo STANDARD, da questo punto di vista, ci viene in aiuto.
Cosa è lo standard?
Una sorta di bibbia della razza, scritto negli anni e che spesso viene aggiornato, che detta le guide morfologiche e caratteriali cui ogni singolo soggetto dovrebbe aspirare.
Una specie di cane perfetto, che naturalmente non esiste nella realtà, a cui ogni allevatore dovrebbe tendere.
Le caratteristiche di una razza derivano dal lavoro per cui quella determinata razza è stata selezionata: caccia, difesa, compagnia ecc.
CHE SOGGETTI STIAMO ACCOPPIANDO
Una volta scelta la razza da riprodurre, diamo un’occhiata ai soggetti che vogliamo fare accoppiare (maschio e femmina).
Anche qui, non basta avere due soggetti della stessa razza, ammesso che si abbia l’esperienza per riconoscere un buon soggetto.
Spesso mi sento dire:
“Vorrei fare accoppiare la mia femmina con un maschio bellissimo”.
Ma secondo quale criterio hai giudicato quel soggetto “bello”?
Conosci lo standard e riconosci in quel singolo soggetto dei tratti particolarmente aderenti ad esso?
Ti assicuro che, anche per chi conosce lo standard, è molto difficile riconoscerne i tratti in un soggetto reale.
E’ necessario avere molta esperienza e l’esperienza si accumula negli anni dopo aver visto tanti, ma tanti cani buoni.
Ma ammettiamo che riusciamo ad individuare due buoni soggetti da fare accoppiare: non finisce mica li.
Ogni razza, purtroppo, contiene delle MALATTIE GENETICHE EREDITARIE che si tramandano di generazione in generazione.
E’ necessario conoscerle, eventualmente individuarle nei soggetti prescelti per l’accoppiamento e saperle gestire.
A volte è necessario eliminare dei soggetti malati dalla riproduzione, altre volte è necessario sapere con chi accoppiare per fare in modo di selezionare soggetti sani.
Tutte queste accortezze non sono manie da allevatore, come spesso sento dire, ma rispetto nei confronti di un lavoro di decenni che altre persone hanno fatto prima di noi sulle determinate razze.
Sarà per deformazione professionale da architetto ma mi viene in mente un esempio calzante.
Immaginiamo di andare a visitare un monumento antico.
Sicuramente godiamo quando ne fruiamo se questo è ben mantenuto.
Quando ciò non accade, ci danniamo magari perchè non è ben conservato o magari perchè qualcuno lo ha deturpato.
Oppure andiamo in un parco nazionale a visitare una specie animale ormai in estinzione.
Sicuramente ci dispiacciamo nel pensare che una determinata specie, che magari ricordiamo essere molto presente quando eravamo piccoli, adesso non esiste quasi più, ma allo stesso tempo apprezziamo e rispettiamo il lavoro di veterinari e ricercatori che tentano di tutto per mantenere in vita i pochi soggetti rimasti al fine di evitarne l’estinzione.
Ecco a cosa è assimilabile il lavoro di un allevatore serio che cerca di custodire al meglio, fedelmente allo standard, la razza che ha deciso di allevare.
Un patrimonio che eredita da chi, prima di lui, ha intrapreso la stessa strada.
3.GESTIRE ACCOPPIAMENTO E CUCCIOLATA
Una volta deciso quali soggetti accoppiare, sicuramente sani, morfologicamente e caratterialmente aderenti allo standard, c’è da affrontare la difficolta dell’accoppiamento.
Non è così semplice come sembra.
C’è da tenere in considerazione, tra le altre cose, l’esperienza dei soggetti scelti, il periodo di ovulazione della femmina e l’atto dell’accoppiamento in se.
Una volta avvenuta la monta la fattrice andrà seguita durante tutta la sua gravidanza, va tutelata come ogni femmina in attesa.
Per quanto mi riguarda, dopo aver verificato attraverso un’ecografia a circa 25 giorni la presenza di eventuali cuccioli, cambio l’alimentazione alla mamma fornendo un mangime più proteico, in genere lo stesso che darò ai cuccioli durante lo svezzamento.
Inoltre pratico un dolce massaggio alla pancia della mamma durante tutta la gravidanza in modo che i cuccioli si abituino ad essere manipolati dalla mano dell’uomo, cosa che servirà in futuro per la loro cura.
A circa 60 giorni arriverà il tanto aspettato momento del parto.
Anche li l’esperienza non basta mai.
In genere una buona mamma tende a fare tutto da sola, ma è sempre meglio sorvegliare il tutto, pronti ad intervenire nel caso qualcosa non dovesse andare per il verso giusto.
Naturalmente il veterinario di fiducia deve essere avvertito del parto imminente in modo da essere reperibile anche di notte in caso di difficoltà.
Una volta terminato il parto, potrebbe durare anche diverse ore, e dopo aver catalogato e identificato ogni singolo cucciolo con un nastrino colorato, si lascia riposare la mamma mentre allatta.
Da qui inizia un lavoro doppio sulla mamma, che ha il compito di allattare i cuccioli fino al momento dell’avvenuto svezzamento e sui cuccioli stessi che devono crescere al meglio.
L’ultimo mese, il secondo dalla nascita, è il più stressante per l’allevatore.
La mamma comincia ad allontanare i cuccioli ed è compito dell’allevatore completare lo svezzamento, pulirli, curarli al meglio.
Fondamentale, a mio avviso, l’interazione dei cuccioli con gli altri soggetti presenti in allevamento.
Questo contatto quotidiano con gli adulti accresce il bagaglio culturale di ogni singolo piccolo che riceve insegnamenti diversi dai vari anziani.
LA SCELTA DEL PROPRIETARIO ADEGUATO
Altro compito importante e alquanto difficile per l’allevatore è la scelta del proprietario giusto per i propri cuccioli.
Decidere di affidarli alle prime persone che si presentano non è la soluzione più opportuna.
Sicuramente in futuro questa scelta ci si ritorcerà contro ad esempio ricevendo indietro il cucciolo dopo qualche mese perchè i proprietari non hanno fatto un’attenta valutazione nel decidere di prendere un cane.
Nella mia esperienza una sola volta mi è capitato di ricevere indietro un cucciolo che avevo affidato alla famiglia sbagliata.
Sicuramente è stato un mio errore di valutazione.
Fortunatamente, dopo che i proprietari mi avevano denunciato il loro disagio con il cucciolo, ho avuto la possibilità di trovargli una famiglia sicuramente più adeguata.
Adesso è un bel maschione forte che vive sereno e coccolato.
Ti renderai conto che tutto questo lavoro non è per niente semplice.
Devi volerlo fare per scelta e per passione e non ci si può improvvisare.
E’ necessario studiare, leggere, confrontarsi con altre persone che hanno fatto la stessa scelta di allevare seriamente prima di te e accumulare tanta, ma tanta esperienza negli anni.
Non credo si tratti di una fissazione da allevatore, come dicevo prima.
Tutte queste operazioni sono anche una garanzia per coloro che decidano di acquistare un cucciolo in un allevamento.
Rivolgendosi ai tanti privati che si improvvisano allevatori si incappa in forti rischi di malattia nei soggetti, non ricevendo alcun certificato ufficiale dei genitori contro le patologie ereditarie, comportamenti del cane difficili da gestire, oltre quelli ordinari, a causa della cattiva gestione dell’“allevatore” durante la gravidanza o perchè già ad un mese di età i cuccioli vengono ceduti credendo di non avere più bisogno della mamma, tanto mangiano da soli.
D’altro canto penso anche che se non si desidera spendere denaro per un cucciolo o affrontare una spesa necessaria ed adeguata a tutto questo impegno appena descritto da parte dell’allevatore, è giusto rivolgersi altrove per reperire il proprio pet.
I nostri canili, purtroppo, sono pieni di cuccioli e adulti che hanno tanto bisogno di trovare una famiglia.
Allora perchè spendere poco denaro per un cucciolo di una “similrazza” affrontando i rischi che ne conseguono, quando è possibile salvare gratuitamente un cane in difficolta?
Buona lettura.
 
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