Innanzitutto ringrazio tutti coloro mi seguono dall’apertura di questo blog.
Ho scritto appena due articoli e l’ultimo ha registrato più di

200 VISUALIZZAZIONI.

Se te lo sei perso puoi trovarlo al link sottostante:
http://www.dog-cafe.it/non-avere-paura-del-bocconcino/
Grazie.
Questo articolo potrebbe sembrarti un po’ noioso proprio perchè questa volta ti parlo di norme e discipline. Ti assicuro che non sarà così, ma per agevolarti ho deciso di dividere questo tema in due articoli che usciranno a breve distanza.
Buona lettura.
Qualsiasi campo della nostra vita, che sia professionale o no, prevede delle norme che prima o poi dovremo conoscere ed applicare.
Prima di cominciare vorrei riportare una sola frase:

ANIMALE= ESSERE SENZIENTE
Dal vocabolario Treccani:
– senziènte agg. [dal lat. sentiens -entis, part. pres. di sentire «sentire»], letter. – Dotato di sensi, di sensibilità…
Questo è il punto su cui verte tutto il Codice di Diritto Animale. Una raccolta di norme, regolamenti, casi e giurisprudenza per la prima volta insieme.
Disponibile nelle librerie da ottobre scorso è nato grazie al lavoro degli autori Andrea Cristofori, responsabile canili ed esperto legale e Alessandro Fazzi, consulente della Lega anti vivisezione.
ATTENZIONE però, perchè adesso mi rivolgo non solo a te che sicuramente, se mi leggi, avrai almeno un cane in casa, ma anche a tutti coloro che non posseggono animali.
E si, perchè questo Codice affronta diverse tematiche legate al mondo degli animali e da più punti di vista. Dal punto di vista del proprietario che possiede un animale ma anche dal punto di vista di coloro che non ne posseggono ma che, vivendo in questa società, per forza di cose devono avere a che fare con gli animali.
Mi riferisco a coloro che amano gli animali ma che, per un motivo qualsiasi non possono tenerlo; a coloro godono della presenza degli animali selvatici nelle nostre città; ma anche a coloro che considerano gli animali ancora degli oggetti.
Ecco, sappiate che il termine esseri senzienti indica che questi esseri sentono, proprio come sentiamo noi. E non mi riferisco soltanto all’udito, ma a tutti i sensi. E vi assicuro che i sensi degli animali sono molto più sviluppati dei nostri.
Ancora oggi, avendo ogni giorno a che fare con diversi animali in casa (cani, gatti, pappagalli ecc.), mi stupisco come loro siano molto più avanti e molto più rispettosi di noi nei confronti delle altre specie e del mondo stesso.
(Mi auguro che sarai d’accordo con me a condividere questo articolo il più possibile, proprio per coinvolgere coloro che non hanno animali e che, per questo motivo, non possono essere degli assidui frequentatori di questo blog).
Ma chiudiamo questa piccola parentesi e torniamo a noi.
Da diversi anni mi chiedevo se esistesse un manuale, una specie di codice appunto, che regolamentasse il nostro rapporto con gli animali ed in particolare con i cani. Mi sembrava assurdo che nessuno ci avesse pensato. Siamo talmente a stretto contatto con i cani che mi sembrava impossibile farne a meno.
Bene, è arrivato.
L’ho letto tutto e devo dire che ho trovato le RISPOSTE alle molte domande che mi ero posto da sempre. Avevo delle lacune importanti sui comportamenti da adottare in determinati casi.
Spesso i miei clienti mi chiedono come ci si debba comportare nel caso si trovasse un cane abbandonato per strada, di chi fosse la responsabilità, se fosse opportuno occuparsene o no.
Cosa fare se il condominio, parola che personalmente mi provoca allergia, impedisce “da regolamento” di possedere e tenere un cane.
Cosa fare se un cane, randagio o meno, ci aggredisce o aggredisce i nostri bambini.
Ebbene ho sempre risposto in maniera non troppo convinta, proprio perché mi mancava lo strumento che mi facesse trovare le risposte adeguate a tutte queste domande.
Finalmente oggi esiste in Italia e credo debba essere presente in ogni libreria di cittadino italiano, possessore o meno di cane.
Non starò qui a recensire tutto il Codice, non è il mio mestiere e non ne sarei capace, ma posso sicuramente raccontarti LA MIA ESPERIENZA mentre lo leggevo.
Se ti dovesse interessare dare un’occhiata veloce all’indice lo troverai alla fine di quest’articolo.
E se decidessi di acquistarlo puoi farlo cliccando sul link qui sotto:
http://www.cassazione.net/Ebook/codice-di-diritto-animale-l28.html
Mi interessa sicuramente condividere con te alcuni degli ARGOMENTI che mi hanno COLPITO maggiormente, forse perché hanno dato risposta a quelle domande di cui ti dicevo prima.
Il primo tra questi è:
ANIMALI DI PROPRIETÀ PUBBLICA.
Cosa fare se troviamo un cane abbandonato per strada? Domanda che credo, sia venuta in mente a chiunque.
Sinceramente ho sempre sperato di non trovarmi mai in questa situazione.
Ti immagini che tragedia? Se il cane dovesse essere sofferente, intanto io comincerei a soffrire almeno quanto lui.
Si lo so, purtroppo è un mio grosso difetto. Se un animale soffre io posso essergli poco d’aiuto.
Se dovesse essere in buone condizioni di salute, mi porrei subito il problema di dove dormirebbe di notte, se ha acqua e cibo a disposizione. Finirei sicuramente col portarlo a casa dovendo affrontare le ire iniziali di Silvia e Doxy (la mia prima Labrador che, credo, non abbia mai accettato molto questa mia strana idea di allevare e quindi questa convivenza con tanti altri cani come lei).
Ma, al di la delle personali sensazioni che si possono provare quando si trova un cane abbandonato, è necessario che ogni CITTADINO SAPPIA COSA FARE.
Il Codice finalmente ce lo dice in maniera chiara e distingue tre casi che voglio riportare qui di seguito per maggiore chiarezza.
(consideriamo il caso di un cane)

  1. Cane randagio (senza alcun proprietario) – Diventa patrimonio del comune di pertinenza (art. 828 c.c.)
  2. Cane fuggito al proprietario – 60gg di tempo per fare reclamo. Dopo diventa patrimonio del comune.
  3. Cane abbandonato – E’ patrimonio del comune. Abbandono consentito solo ai fini del bene animale.

Premesso che il Codice prescrive che un cane ritrovato sul territorio dovrà essere riconsegnato al sindaco e quindi alle strutture pubbliche convenzionate, nel primo dei tre casi, una volta accertato che il cane non ha un proprietario individuabile, esso diviene patrimonio del comune.
Nel caso di cane fuggito, il padrone ha 60 giorni di tempo per effettuarne il reclamo.
A chi, almeno una volta, non è scappato il cane?
Superati i 60 giorni, diventa proprietà del comune.
Nel terzo caso, infine, l’atto stesso dell’abbandono diventa una rinuncia alla proprietà del cane e quindi l’animale diviene proprietà del comune.
Questo caso mi sembra quello più interessante a mio avviso. Secondo il Codice è ammesso un tipo di abbandono secondo determinate modalità e se finalizzato al benessere del cane. Come ad esempio nel caso in cui il proprietario non dovesse essere più nelle condizioni di tenere il cane. Se tali modalità non dovessero essere più rispettate, il proprietario avrebbe certamente una responsabilità penale (ex art. 727 c.p.).
Ma dico io, che necessità c’è di abbandonare il cane se ci si accorge che non lo si può più tenere? Non basterebbe cercare un nuovo proprietario responsabile a cui affidarlo?
Un altro aspetto che emerge dai tre casi precedenti e che, a mio avviso, viene spesso dimenticato, è che comunque, in assenza anche temporanea di un proprietario, la responsabilità del cane è da ricondurre al sindaco. Questo è un punto fondamentale della questione. Le strutture pubbliche che lavorano in rappresentanza del sindaco dovrebbero avere le competenze per gestire situazioni del genere, per il bene dell’animale e anche del cittadino.
Certo non è bello vedere le strade invase da cani abbandonati che vagano senza meta.
Ricordo che una volta un cliente mi disse che dopo aver trovato un cane per strada l’ha portato presso il canile. Cittadino modello. Ebbene con questo gesto si è inguaiato da solo, perché la risposta della struttura pubblica è stata che da quel momento lui era diventato responsabile del cane trovato. Situazione paradossale ma vera.
Si deduce che un simile atteggiamento da parte delle strutture competenti, che dovrebbero assolvere al ruolo di tutela del cittadino e degli animali, invogli chiunque a non occuparsi più dei randagi, generando così diffidenza verso gli animali e un sovraffollamento sempre maggiore delle strade.
Un altro punto su cui occorre soffermarsi è quello della COMPRAVENDITA.
Consideriamo sempre l’esempio del cane.
Non voglio affrontare qui la disputa sul fatto se sia meglio comprare un cane o prenderne uno in canile. L’importante è che tu sappia che tutte e due le scelte hanno degli aspetti positivi e negativi e delle regole di cui bisogna tener conto.
Se si ha la possibilità e la voglia di salvare una cane dal canile o dalla strada è giusto farlo, l’importante è sapere che è illegale vendere un cane di razza senza pedigree.
Purtroppo mi capita spesso di vedere gente che ci marcia sul randagismo e trae profitto dalle difficoltà di questi poveri canuzzi e dall’ignoranza della gente.
Prima di tutto tengo a fare una precisazione che potrebbe nuocere a qualcuno ma l’obiettivo di questo blog non è soltanto avare sostenitori, certo quelli non fanno mai male, ma principalmente riuscire a diffondere delle nozioni, spesso conosciute, che possono aiutare i nostri cani.
Mi trovo in completo disaccordo sul fatto che si possa vendere un animale, ancor più un cane, in un negozio.
Tu potrai dire: “e certo, ti fa concorrenza”.
Il problema non è questo. Un allevatore serio e ne conosco tanti, non può mai essere in concorrenza con un negozio. Si tratta di due mondi completamente di versi, di lavori completamente differenti.
Si, è vero, vendiamo sempre cani, ma la gestione del cucciolo che ha un allevatore (serio) non è minimamente paragonabile a quella di un negozio.
Non voglio trattare adesso il tema della gestione di un cucciolo in allevamento, ma sono sicuro che il fatto di vendere un soggetto ad un negozio prima dei due mesi di vita non può far altro che devastare il cucciolo stesso. Ma neanche dopo i due mesi e mai andrebbe venduto un cane ad un negozio. Pensa alla vita che fa, dietro una vetrina in attesa che il proprietario “perfetto” si faccia vivo. Senza considerare le garanzie sulla salute del cane che un negozio dovrebbe dare e che invece non da, se non a parole.
Ma questo sarebbe un argomento da trattare in un articolo dedicato. Forse più in la mi deciderò a farlo.
Ciò premesso, il Codice affronta definitivamente anche questi aspetti dell’acquisto di un cane. In particolare cita l’art. 1490 c.c. che regola la garanzia per vizi della cosa venduta; l’art. 1491 c.c. che regola l’esclusione della garanzia e l’art. 1492 c.c. che regola gli effetti della garanzia.
Sapevi che acquistando un cucciolo, oltre all’esame di coscienza preventivo che devi fare, per essere sicuro di poterlo e volerlo tenere per tanto tempo, hai la responsabilità su dove acquistare il cucciolo? Questo è un aspetto fondamentale, perchè potresti essere oggetto di truffe purtroppo molto diffuse oggi.
Tanto per saperlo, la legge prevede che un cucciolo debba essere venduto non prima dei SESSANTA GIORNI DI VITA. Questo numero non è buttato li a caso, ma è supportato dal fatto che un cucciolo cresce ed apprende in un determinato modo.
Se il cucciolo non viene messo nelle condizioni di rimanere a contatto con mamma, papà, quando possibile e fratelli, per acquisire determinate “nozioni”, potrebbero derivare importanti conseguenze sulla sua vita futura e su quella del futuro proprietario.
Il Codice guida anche sui DIRITTI DELL’ACQUIRENTE, affrontando tutti gli aspetti relativi alle garanzie che un allevatore dovrebbe dare a corredo del cucciolo. Mi riferisco ai test genetici effettuati sui genitori prima dell’accoppiamento, ai fini di dare la maggiore garanzia possibile che i figli siano esenti da patologie ereditarie presenti in ogni razza.
Certo, nessuno potrà mai assicurare al 100% che i cuccioli nascano tutti sani. Purtroppo la genetica non si controlla. Ma un allevatore serio garantisce all’acquirente anche una assistenza totale nel momento in cui si dovesse riscontrare una determinata patologia non diagnosticabile al momento della consegna.
Se da un lato conosco molti colleghi allevatori che aderiscono perfettamente al codice deontologico dell’allevatore, dall’altro molti altri prendono alla leggera questi aspetti della salute del cane, rinunciando alla maggior parte dei controlli sanitari pur di guadagnare di più.
Molti non vedo l’ora di sballare i cuccioli anche prima del periodo prescritto dalla legge e la giustificazione che spesso mi sento dire è: “ma la mamma non voleva più allattare già a trenta giorni”.
Cosa da inorridire.
Per oggi mi fermo qui, altrimenti rischierei di annoiarti.
Ci vediamo tra qualche giorno con la seconda parte di quest’articolo.
Sommario:
Introduzione (a cura di Raffaele Guariniello)
LIBRO 1. ANIMALI D’AFFEZIONE: EVOLUZIONE NORMATIVA DEL CONCETTO
GLI ANIMALI COME BENI MOBILI – CODICE CIVILE
DA BENI MOBILI AD ANIMALI D’AFFEZIONE – NORME NAZIONALI DI SETTORE
DA ANIMALI D’AFFEZIONE AD ANIMALI DA COMPAGNIA – NORME NAZIONALI DI SETTORE
A. IMPIGNORABILITÀ DEGLI ANIMALI DI AFFEZIONE O DA COMPAGNIA
DEFINIZIONE DI ANIMALE DA COMPAGNIA – NORME EUROPEE
CONCLUSIONI
LIBRO 2. DIRITTI E RESPONSABILITÀ DEL PROPRIETARIO E DEL DETENTORE
ORIGINE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ
ANIMALI DI PROPRIETÀ PUBBLICA
A. CONDIZIONE GIURIDICA
B. ISCRIZIONE IN ANAGRAFE DI CANI E GATTI DI PROPRIETÀ PUBBLICA A NOME DEL COMUNE
C. OBBLIGATORIETÀ DEL RICOVERO DI CANI E GATTI PUBBLICI PRESSO CANILI E GATTILI SANITARI E RIFUGIO
ANIMALI DI PROPRIETÀ PRIVATA – ACQUISIZIONE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ
A. LA COMPRAVENDITA
B. L’EREDITÀ
C. LA DONAZIONE
D. L’ADOZIONE
E. LA CONFISCA
DETENZIONE – ACQUISIZIONE DEL POSSESSO DI UN ANIMALE
A. IL SEQUESTRO
B. L’AFFIDO
IDENTIFICAZIONE DI UN ANIMALE
A. IL TATUAGGIO
B. IL MICROCHIP
GESTIONE DEGLI ANIMALI IN LUOGHI PUBBLICI
CONCLUSIONI
LIBRO 3. EVOLUZIONE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ – ASSIMILAZIONE ALLA RESPONSABILITÀ GENITORIALE
IL RICONOSCIMENTO DELL’ANIMALE QUALE ESSERE SENZIENTE
A. NORME EUROPEE
B. NORME NAZIONALI
DIRITTO ALL’ADOZIONE QUALE ELEMENTO IMPRESCINDIBILE DI BENESSERE
A. NORME NAZIONALI
B. NORME REGIONALI
ADOZIONI VERSO PAESI DELL’UNIONE EUROPEA
LIMITAZIONI AL DIRITTO DI PROPRIETÀ CONSEGUENTI ALLO STATUS DI ESSERI SENZIENTI DEGLI ANIMALI
A. DIVIETI PER I PROPRIETARI PUBBLICI E PRIVATI DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE
B. ESERCIZIO IRRESPONSABILE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ SULL’ANIMALE DI AFFEZIONE
C. STERILIZZAZIONE DEGLI ANIMALI DI PROPRIETÀ PUBBLICA E PRIVATA
EVOLUZIONE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ – ASSIMILAZIONE ALLA RESPONSABILITÀ GENITORIALE
CONCLUSIONI
LIBRO 4. TUTELA PENALE
L’UCCISIONE E IL MALTRATTAMENTO DI ANIMALI
EUTANASIA PER GRAVE MALATTIA O PERICOLOSITÀ SOCIALE
A. NORME NAZIONALI
B. NORME REGIONALI
L’ABBANDONO E LA DETENZIONE INCOMPATIBILE
ALTRE IPOTESI DI REATO IN DANNO AGLI ANIMALI
A. SPETTACOLI E MANIFESTAZIONI VIETATI – COMBATTIMENTO TRA ANIMALI
B. UTILIZZO DI PELLI E PELLICCE A FINI COMMERCIALI
C. TRAFFICO E INTRODUZIONE ILLECITA DI ANIMALI
D. SPARGIMENTO DI ESCHE AVVELENATE E SOSTANZE NOCIVE
L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE NEI REATI IN DANNO AGLI ANIMALI
TENUITÀ DEL FATTO
IL RUOLO DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA NEI REATI IN DANNO AGLI ANIMALI
CONCLUSIONI
LIBRO 5. TUTELA AMMINISTRATIVA
COMPETENZE DELLE REGIONI
COMPETENZE DEI COMUNI
A. IL SINDACO QUALE MASSIMA AUTORITÀ SANITARIA E UFFICIALE DI GOVERNO
B. IL SINDACO QUALE GARANTE DELLA PROTEZIONE DI TUTTI GLI ANIMALI PRESENTI SUL TERRITORIO COMUNALE
C. IL SINDACO QUALE PROPRIETARIO DEI CANI E DEI GATTI RANDAGI E DELLE STRUTTURE PUBBLICHE DI RICOVERO
D. LE ORDINANZE SINDACALI
E. AUTORIZZAZIONI AD ATTIVITÀ CON ANIMALI E POTERE DI REVOCA E ANNULLAMENTO
COMPETENZE DELLE ASL
A. ATTRIBUZIONE DELLE FUNZIONI DI COMPETENZA STATALE ALLE REGIONI E AGLI ENTI LOCALI
B. COMPETENZE DELLE ASL NEI CONFRONTI DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE
RESPONSABILITÀ PENALI E CIVILI DEGLI ORGANI PUBBLICI – RESPONSABILITÀ SU COMPETENZE CONCORRENTI
FUNZIONI E COMPITI DELL’INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO
A. FUNZIONI E RESPONSABILITÀ DELL’INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO
B. I VETERINARI PRIVATI QUALI INCARICATI DI PUBBLICO SERVIZIO
C. COMPETENZE DELLE ASSOCIAZIONI DI TUTELA DEGLI ANIMALI
D. FISCALITÀ DELLE ASSOCIAZIONI
IL PRONTO SOCCORSO DEGLI ANIMALI
COLONIE FELINE
FISCALITÀ NELLE ATTIVITÀ CINOTECNICHE
POTERE ABLATORIO RISPETTO ALLE ATTIVITÀ DI IMPORTAZIONE E RIPRODUZIONE DI ANIMALI
CONCLUSIONI
LIBRO 6. STRUTTURE DI RICOVERO DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE PUBBLICHE O PRIVATE CONVENZIONATE E RELATIVI BANDI DI GARA
IL GESTORE DELLE STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE CONVENZIONATE DI RICOVERO PER ANIMALI D’AFFEZIONE
A. IL CONTRATTO DI CUSTODIA
B. IL GESTORE QUALE IMPRENDITORE
C. COMPETENZE DEL GESTORE
I CANILI E LA DESTINAZIONE D’USO DEL LORO TERRENO
CANILI E GATTILI
A. IL CANILE O GATTILE SANITARIO, PUBBLICO O PRIVATO CONVENZIONATO
B. IL CANILE O GATTILE RIFUGIO, PUBBLICO O PRIVATO CONVENZIONATO
C. CANILI PUBBLICI O PRIVATI CONVENZIONATI FACENTI SIA FUNZIONI SANITARIE CHE DI RIFUGIO
D. REQUISITI SPECIFICI DEL CANILE SANITARIO E DEL CANILE RIFUGIO
BANDI DI GARA
A. CRITERI DI AGGIUDICAZIONE
B. ACCESSO DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO QUALE CONDIZIONE PER PARTECIPARE AL BANDO
C. DIRITTO DI PRELAZIONE IN FAVORE DELLE ASSOCIAZIONI
CONCLUSIONI
LIBRO 7. ANIMALI IN CONDOMINIO E POSSIBILE DISTURBO ARRECATO A SOGGETTI TERZI
NORME
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