Innanzi tutto ti ringrazio per aver seguito la prima parte di quest’articolo.Se te lo sei perso puoi trovarlo al link qui sotto:
Ti presento il Codice del Diritto Animale – PRIMA PARTE

Riprendiamo da dove avevamo lasciato la scorsa volta.
Un altro aspetto fondamentale affrontato dal Codice è la GESTIONE DEL CANE IN PUBBLICO.

Capisci bene come quest’argomento riguardi proprietari di cani ma anche coloro che non ne posseggono.
Di continuo mi capita di vedere per la città, scene di proprietari che pretendono di controllare i propri cani, avendo la presunzione di lasciarli liberi, “tanto sono buoni”, senza avere la ben che minima nozione di controllo del cane.
E sapere che basterebbe così poco. Basterebbe avere un po’ più di umiltà e decidere di IMPARARE AD EDUCARE il proprio cane.
Sinceramente non mi reputo un sostenitore del cane libero a tutti i costi perchè è figo. Non che non mi fidi dei miei cani, ma non mi fido delle nostre città. Se abitassi al nord Europa probabilmente sarei più propenso a lasciare qualcuno dei miei cani libero durante una passeggiata, perchè sarei sicuro che la maggior parte dei cittadini sarebbe più rispettosa verso il prossimo.
Il Codice è molto chiaro in merito. La responsabilità del comportamento di un cane in un luogo pubblico è pienamente del proprietario, che ha l’obbligo di tenere il cane al guinzaglio e con la museruola dietro.
Sulla museruola avrei qualcosa da ridire. Non basterebbe tenere il cane al guinzaglio sotto controllo?
Legato al tema della gestione in pubblico, è la consapevolezza del proprietario della possibile pericolosità del proprio cane. Nel Codice questo argomento è trattato insieme all’EUTANASIA come possibile soluzione alla impossibilità di recuperare un cane pericoloso.
Fin troppo spesso sento dire al telegiornale: bimbo ucciso o aggredito da un cane.
La mia risposta è sempre la stessa: “cosa hanno fatto a quel povero cane per reagire così?”
Non mi prendere per insensibile. Lo so che davanti a fatti simili si pensa per prima cosa al bimbo, ma a mio avviso, le vere vittime di questi fatti insieme ai bimbi sono i cani.
Il colpevole? Ma sempre l’uomo, naturalmente.
La maggior parte delle volte, se si indaga a fondo sulle dinamiche di quanto accaduto, si arriva a scoprire che la reazione del cane è conseguenza di un suo malessere per CATTIVA GESTIONE o condizioni di detenzione del cane, per paura e più in fondo per cattiva selezione del soggetto.
Fortunatamente ho potuto scoprire, leggendo il Codice, che la legge non è poi così tanto ottusa.
In particolare la legge 281 del 1991 consente l’eutanasia del cane soltanto nel caso in cui quest’ultimo sia affetto da un male incurabile e nel caso di aggressività. E’ bene chiarire questo secondo aspetto dato che oggi, sempre più spesso, sento parlare di aggressività per il semplice fatto che un cane abbai a qualcosa.
Prima di stabilire se un cane è aggressivo o potenzialmente aggressivo è necessaria una valutazione accurata di uno specialista.
Diciamo la verità. Quante volte sei rimasto impressionato dall’abbaio di un cane da dietro un cancello e magari hai pensato che quel cane fosse aggressivo? Secondo te può essere così riduttiva una diagnosi di aggressività?
Non dico che un cane del genere non possa essere aggressivo, ma il semplice abbaio non basta per diagnosticare tale patologia. L’abbaio del cane è come la nostra parola. Quante volte urliamo per i più svariati motivi? E questo significa che siamo dei pericolosi criminali? Certamente no.
Hai mai pensato che se passi davanti un cancello e un cane ti abbaia, lui sta soltanto facendo il proprio dovere di difesa del territorio?
(Se ti interessa conoscere il significato dei vari tipi di abbaio del cane puoi leggere il libro di Stanley Coren – Capire il linguaggio dei cani  – (http://amzn.to/2tyxED8).
L’esempio del cancello è lo stesso che riporta il Codice per spiegare quanto ti ho appena detto.
Mi ha fatto piacere leggere a tal proposito, che “il Ministero della Salute è più volte intervenuto sul punto, senza mai richiamare la possibilità di sottoporre a eutanasia un cane, […] quale soluzione dell’aggressività”. E suggerisce più volte come la soluzione debba essere cercata nella corretta gestione del cane, obbligando i detentori a seguire corsi di educazione cinofila.
Infine, un tema certamente più frivolo, ma allo stesso tempo attuale nelle nostre città è quello del cane che abita in CONDOMINIO.
Fino a qualche giorno fa un mio cliente mi riferiva delle difficoltà che stava riscontrando con il suo Labrador all’interno del suo condominio.
Vi assicuro, uno di quei cani che io definisco soprammobili: dove li metti stanno.
Al di la delle decine di aneddoti che ho sentito sui cani in condominio, è importante sapere che “la Cassazione, con sentenza n. 3705/2011, aveva chiarito che il divieto di detenere animali all’interno di appartamenti di un edificio condominiale non poteva essere contenuto in regolamenti ordinari”.
Appare scontato che la detenzione di un cane in condominio non debba intaccare la libertà altrui e quindi il fatto che il cane debba essere condotto al guinzaglio nelle parti comuni, che le deiezioni debbano essere raccolte con gli appositi strumenti.
Ma la cosa più frequente nei condomini è l’eccessivo abbaiare di un cane, magari in tarda notte. A chi non darebbe fastidio? Io personalmente non tollero i cani abbaioni.
Cosa fare allora?
Dando per scontata l’educazione del cane, se un cane abbaia un motivo c’è. Personalmente, quando i miei cani abbaiano, cerco di capirne il motivo, in modo che mi riesca più facile interromperlo. Esistono diversi tipi di abbaio. Escludendo quelli ormai diventati patologici, ma quelli vanno trattati caso per caso in sedi appropriate, un cane abbaia perchè c’è qualcosa che lo disturba: potrebbe essere un intruso nel territorio, ai suoi occhi, un rumore e così via. Basta scoprire ed eliminare il motivo e il cane smette di abbaiare.
Tu mi dirai: “e se continua perchè non capisco il motivo?”
Pian piano, conoscendo il tuo cane, sicuramente sarai in grado di capire il motivo dell’abbaio. Ma se così non dovesse essere, basterà spostare il cane dal luogo in cui abbaia e il problema è risolto.
Certamente il Codice è molto vasto e affronta una grande quantità di temi molto interessanti. In quest’articolo ho citato soltanto quelli che mi sembravano più interessanti e attuali.
Lascerò a te la voglia e la possibilità di approfondire la lettura.
Intanto dai un’occhiata al sommario riportato di sotto.
Se decidessi di acquistarlo puoi farlo cliccando sul link che segue:
http://www.cassazione.net/Ebook/codice-di-diritto-animale-l28.html
Sommario:
Introduzione (a cura di Raffaele Guariniello)
LIBRO 1. ANIMALI D’AFFEZIONE: EVOLUZIONE NORMATIVA DEL CONCETTO
GLI ANIMALI COME BENI MOBILI – CODICE CIVILE
DA BENI MOBILI AD ANIMALI D’AFFEZIONE – NORME NAZIONALI DI SETTORE
DA ANIMALI D’AFFEZIONE AD ANIMALI DA COMPAGNIA – NORME NAZIONALI DI SETTORE
A. IMPIGNORABILITÀ DEGLI ANIMALI DI AFFEZIONE O DA COMPAGNIA
DEFINIZIONE DI ANIMALE DA COMPAGNIA – NORME EUROPEE
CONCLUSIONI
LIBRO 2. DIRITTI E RESPONSABILITÀ DEL PROPRIETARIO E DEL DETENTORE
ORIGINE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ
ANIMALI DI PROPRIETÀ PUBBLICA
A. CONDIZIONE GIURIDICA
B. ISCRIZIONE IN ANAGRAFE DI CANI E GATTI DI PROPRIETÀ PUBBLICA A NOME DEL COMUNE
C. OBBLIGATORIETÀ DEL RICOVERO DI CANI E GATTI PUBBLICI PRESSO CANILI E GATTILI SANITARI E RIFUGIO
ANIMALI DI PROPRIETÀ PRIVATA – ACQUISIZIONE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ
A. LA COMPRAVENDITA
B. L’EREDITÀ
C. LA DONAZIONE
D. L’ADOZIONE
E. LA CONFISCA
DETENZIONE – ACQUISIZIONE DEL POSSESSO DI UN ANIMALE
A. IL SEQUESTRO
B. L’AFFIDO
IDENTIFICAZIONE DI UN ANIMALE
A. IL TATUAGGIO
B. IL MICROCHIP
GESTIONE DEGLI ANIMALI IN LUOGHI PUBBLICI
CONCLUSIONI
LIBRO 3. EVOLUZIONE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ – ASSIMILAZIONE ALLA RESPONSABILITÀ GENITORIALE
IL RICONOSCIMENTO DELL’ANIMALE QUALE ESSERE SENZIENTE
A. NORME EUROPEE
B. NORME NAZIONALI
DIRITTO ALL’ADOZIONE QUALE ELEMENTO IMPRESCINDIBILE DI BENESSERE
A. NORME NAZIONALI
B. NORME REGIONALI
ADOZIONI VERSO PAESI DELL’UNIONE EUROPEA
LIMITAZIONI AL DIRITTO DI PROPRIETÀ CONSEGUENTI ALLO STATUS DI ESSERI SENZIENTI DEGLI ANIMALI
A. DIVIETI PER I PROPRIETARI PUBBLICI E PRIVATI DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE
B. ESERCIZIO IRRESPONSABILE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ SULL’ANIMALE DI AFFEZIONE
C. STERILIZZAZIONE DEGLI ANIMALI DI PROPRIETÀ PUBBLICA E PRIVATA
EVOLUZIONE DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ – ASSIMILAZIONE ALLA RESPONSABILITÀ GENITORIALE
CONCLUSIONI
LIBRO 4. TUTELA PENALE
L’UCCISIONE E IL MALTRATTAMENTO DI ANIMALI
EUTANASIA PER GRAVE MALATTIA O PERICOLOSITÀ SOCIALE
A. NORME NAZIONALI
B. NORME REGIONALI
L’ABBANDONO E LA DETENZIONE INCOMPATIBILE
ALTRE IPOTESI DI REATO IN DANNO AGLI ANIMALI
A. SPETTACOLI E MANIFESTAZIONI VIETATI – COMBATTIMENTO TRA ANIMALI
B. UTILIZZO DI PELLI E PELLICCE A FINI COMMERCIALI
C. TRAFFICO E INTRODUZIONE ILLECITA DI ANIMALI
D. SPARGIMENTO DI ESCHE AVVELENATE E SOSTANZE NOCIVE
L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE NEI REATI IN DANNO AGLI ANIMALI
TENUITÀ DEL FATTO
IL RUOLO DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA NEI REATI IN DANNO AGLI ANIMALI
CONCLUSIONI
LIBRO 5. TUTELA AMMINISTRATIVA
COMPETENZE DELLE REGIONI
COMPETENZE DEI COMUNI
A. IL SINDACO QUALE MASSIMA AUTORITÀ SANITARIA E UFFICIALE DI GOVERNO
B. IL SINDACO QUALE GARANTE DELLA PROTEZIONE DI TUTTI GLI ANIMALI PRESENTI SUL TERRITORIO COMUNALE
C. IL SINDACO QUALE PROPRIETARIO DEI CANI E DEI GATTI RANDAGI E DELLE STRUTTURE PUBBLICHE DI RICOVERO
D. LE ORDINANZE SINDACALI
E. AUTORIZZAZIONI AD ATTIVITÀ CON ANIMALI E POTERE DI REVOCA E ANNULLAMENTO
COMPETENZE DELLE ASL
A. ATTRIBUZIONE DELLE FUNZIONI DI COMPETENZA STATALE ALLE REGIONI E AGLI ENTI LOCALI
B. COMPETENZE DELLE ASL NEI CONFRONTI DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE
RESPONSABILITÀ PENALI E CIVILI DEGLI ORGANI PUBBLICI – RESPONSABILITÀ SU COMPETENZE CONCORRENTI
FUNZIONI E COMPITI DELL’INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO
A. FUNZIONI E RESPONSABILITÀ DELL’INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO
B. I VETERINARI PRIVATI QUALI INCARICATI DI PUBBLICO SERVIZIO
C. COMPETENZE DELLE ASSOCIAZIONI DI TUTELA DEGLI ANIMALI
D. FISCALITÀ DELLE ASSOCIAZIONI
IL PRONTO SOCCORSO DEGLI ANIMALI
COLONIE FELINE
FISCALITÀ NELLE ATTIVITÀ CINOTECNICHE
POTERE ABLATORIO RISPETTO ALLE ATTIVITÀ DI IMPORTAZIONE E RIPRODUZIONE DI ANIMALI
CONCLUSIONI
LIBRO 6. STRUTTURE DI RICOVERO DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE PUBBLICHE O PRIVATE CONVENZIONATE E RELATIVI BANDI DI GARA
IL GESTORE DELLE STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE CONVENZIONATE DI RICOVERO PER ANIMALI D’AFFEZIONE
A. IL CONTRATTO DI CUSTODIA
B. IL GESTORE QUALE IMPRENDITORE
C. COMPETENZE DEL GESTORE
I CANILI E LA DESTINAZIONE D’USO DEL LORO TERRENO
CANILI E GATTILI
A. IL CANILE O GATTILE SANITARIO, PUBBLICO O PRIVATO CONVENZIONATO
B. IL CANILE O GATTILE RIFUGIO, PUBBLICO O PRIVATO CONVENZIONATO
C. CANILI PUBBLICI O PRIVATI CONVENZIONATI FACENTI SIA FUNZIONI SANITARIE CHE DI RIFUGIO
D. REQUISITI SPECIFICI DEL CANILE SANITARIO E DEL CANILE RIFUGIO
BANDI DI GARA
A. CRITERI DI AGGIUDICAZIONE
B. ACCESSO DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO QUALE CONDIZIONE PER PARTECIPARE AL BANDO
C. DIRITTO DI PRELAZIONE IN FAVORE DELLE ASSOCIAZIONI
CONCLUSIONI
LIBRO 7. ANIMALI IN CONDOMINIO E POSSIBILE DISTURBO ARRECATO A SOGGETTI TERZI
NORME
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