“Oddio il mio cane non mi capisce”. Quante volte l’abbiamo detto dei nostri cani?
Eppure è esattamente il contrario: siamo noi che dobbiamo capire loro.
Certo non possiamo pretendere che il nostro cane capisca alla perfezione la nostra lingua.
Proprio perchè noi siamo il genere “più intelligente” dobbiamo sforzarci di imparare noi la lingua canina.
Di contro tu potresti appartenere a quel gruppo di persone che dice:
“ma il mio cane mi capisce alla perfezione”.
Si, sicuramente il nostro cane, capisce qualcosa di quello che diciamo, ma è fondamentale conoscere le regole “grammaticali” della loro lingua, altrimenti rischiamo di fare la figura di Totò e Peppino davanti il duomo di Milano.
Se vogliamo avere a che fare con un coinquilino di altro genere è necessario CONOSCERE LA SUA LINGUA.
Allora da dove iniziare?

Un consiglio che ti posso dare è OSSERVARE tanto il proprio cane e conoscere le regole fondamentali della comunicazione.
A differenza dell’uomo che usa principalmente la voce, i cani comunicano con la PROSSEMICA, cioè attraverso le posture del corpo.
Ti sembrerà strano ma è così.
Pensa che sarebbe bello un mondo in cui tutti gli uomini comunicassero con il corpo invece che con la voce. Cominceremmo a sentire i suoni della natura, sensazioni nuove che ormai non siamo più in grado di avvertire perchè affogate dalle nostre PAROLE INUTILI.
E spesso, proprio perchè ragioniamo “all’umana”, cerchiamo di comunicare con il nostro cane riempiendolo di parole che non potrebbe mai capire.
La conseguenza è una totale frustrazione nostra e del cane.
Per quanto mi riguarda, ho cominciato a capire il linguaggio del cane quando mi sono convinto che dovevo utilizzare MENO LE PAROLE.
Non mi è venuto particolarmente difficile: io sono un tipo di poche parole.
Ho imparato, leggendo e osservando altre persone con più esperienza di me, ad utilizzare il corpo e i risultati sono arrivati immediatamente.
E’ come se i cani aspettassero che tu impari la loro lingua per cominciare a comunicare.
Si, devo dire che da questo punto di vista sono molto snob loro.
Anche se spesso ho visto i miei cani sforzarsi notevolmente per tentare di capire quello che gli sto chiedendo.
Ma chi mi ha insegnato di più sono stati i cani stessi.
Basta osservarli attentamente, in SILENZIO, senza premura e le informazioni arrivano.
Io dico spesso ai miei clienti che bisogna spiare i propri cani. Osservarli senza farsi vedere.
Se poi si hanno diversi cani viene ancora più facile perchè si vede chiaramente il modo in cui interagiscono tra simili.
Ma andiamo a vedere un po’ di GRAMMATICA CANINA.
Esistono alcuni segnali che i cani emettono che è necessario conoscere e saper individuare perchè un rapporto possa funzionare.
L’etologa norvegese Turid Rugaas, li ha studiati a fondo e catalogati.
Sono definiti “CALMING SIGNALS” (segnali calmanti) e si tratta di una serie di segnali non vocali per l’appunto, che i cani trasmettono attraverso il corpo e la mimica facciale con lo scopo di comunicare ad un suo simile di voler intraprendere un rapporto pacifico.
La Rugaas li ha descritti nel suo libro “L’intesa con il cane: i segnali calmanti”,
affrontandoli come una sorta di dizionario.
Puoi trovarlo a questo link
Li analizzerò di seguito uno per uno tentando di dare una sorta di traduzione.
IMMOBILIZZAZIONE
Spesso nell’incontro tra due cani che non si conoscono possiamo assistere all’immobilizzazione totale di uno di essi.
Non significa che il cane sia timido o impaurito, sta solo cercando di capire le intenzioni del suo conspecifico dicendogli che lui arriva in pace.
Spesso i proprietari fraintendono questo segnale, scambiandolo per timidezza o paura e intervengono toccando il cane.
Sbagliatissimo.
Dobbiamo lasciare che i due soggetti si conoscano interagendo da soli secondo il loro linguaggio.
AVVICINAMENTO LATERALE
Anche in questo caso ci troviamo davanti ad un segnale calmante.
Il caso più frequente e più illustrativo è sempre quello dei cani liberi da ogni vincolo umano (tipo guinzaglio) che si avvicinano per conoscersi.
Se ci fai caso difficilmente scelgono una traiettoria dritta sull’altro cane.
Piuttosto si avvicinano percorrendo una traiettoria a semicerchio mostrando il proprio fianco.
Non è un segno di debolezza ma di pacificazione.
Questo atteggiamento viene completamente stravolto quando teniamo il nostro cane al guinzaglio. In questo modo non lasciamo che si esprima liberamente e alteriamo il suo modo di comunicare facendo in modo che il nostro cane trasmetta un segnale di sfida.
Immagina di presentarti a qualcuno dando la mano mentre qualcun altro ti trattiene per le spalle.
La prima cosa che diresti è:
“lasciami, sto parlando”.
Lo stesso è per i cani.
Tu potrai dire: “ma se sono con il mio cane al guinzaglio e incontro un altro cane pure lui al guinzaglio?”
Semplice, gestirai l’incontro sforzandoti di tenere il guinzaglio il più lento possibile.
VOLTARE LE SPALLE
Questo è uno tra i miei preferiti perchè mi diverte molto tentare di farlo fare ai miei clienti.
Non è facile da capire e si impiega molto tempo per assimilarlo in quanto è un atteggiamento lontano dal linguaggio umano.
Lo possiamo tradurre come; “CALMATI UN PO’” e lo si usa nel momento in cui ci si trova davanti ad un cane molto irruento.
Lo usano spesso gli adulti con i cuccioli quando sono troppo agitati o le femmine quando devono gestire un maschio troppo focoso che vuole montarle pur non essendo in calore.
Non è altro che interrompere la comunicazione in maniera brusca.
Immagina di avere davanti qualcuno che ti riempie di parole e ad un tratto gli volti le spalle e te ne vai.
Quale sarebbe la reazione del tuo interlocutore?
Quasi sicuramente interromperebbe di parlare.
Purtroppo non possiamo utilizzarlo spesso per una questione di educazione, ma pensa che sarebbe bello se potessimo farlo ogni volta che ci aggrada.
VOLTARE LA TESTA
Io lo lego molto al segnale precedente anche se può avere un doppio significato.
Nel caso di incontro tra un adulto e un cucciolo, il primo che volta la testa sta mostrando la sua superiorità gerarchica al secondo.
Praticamente lo snobba, anche se mostra una certa tolleranza.
Nel caso di incontro tra due cani sconosciuti è un vero e proprio segnale calmante.
SCROLLARSI
Naturalmente non prendo in considerazione il caso in cui un cane viene fuori dall’acqua e si scrolla per togliersi di dosso le gocce.
I cani lo usano dopo un gioco troppo vivace e potremmo tradurlo, anche in questo caso, come “CERCA DI DARTI UNA CALMATA”.
Lo si vede spesso anche quando un umano si avventa su un cane per coccolarlo in maniera spropositata.
SDRAIARSI O METTERSI A TERRA
Questo segnale lo usa molto spesso Moneypenny, una mia femmina giovane, quando le dico di entrare nel recinto.
Può capitare che inconsapevolmente chiamiamo il nostro cane in maniera adirata o perchè andiamo di fretta.
Lui allora risponde con questo segnale per cercare di calmarci.
E devo dire che quasi sempre i miei cani ci riescono con me, tanto da suscitarmi un sorriso e da farmi cambiare atteggiamento riuscendo nell’intento del richiamo.
IGNORARE
Anche questo è un segnale difficile da far recepire ai miei clienti.
E si, perchè il termine ignorare ha sfumature diverse nei due linguaggi.
L’umano che ignora un suo simile, non è così rigido nell’atteggiamento come il cane.
Si potrebbe ignorare un nostro simile anche continuando a guardarlo, mentre un cane che ignora taglia completamente i ponti come se l’altro non esistesse.
La difficoltà da fare capire è proprio questa.
Quando chiedo ai proprietari di ignorare il proprio cane, capita spesso che continuano a guardarlo anche con la coda dell’occhio.
Credi che il cane non lo capisca? Che sia scemo?
Neanche per sogno.
IGNORARE SIGNIFICA IGNORARE.
Il cane è molto preciso in questo, nel senso che assume un atteggiamento come se l’altro fosse invisibile.
URINARE
Si tratta di un segnale difficile da comprendere per noi umani anche perchè prevede un USO attento dell’OLFATTO.
In un incontro tra cani, può succedere che uno dei due si avvicini ad un albero e faccia la pipì prima di tornare dal suo interlocutore.
Possono distinguersi due casi.
Nel primo, il cane che si allontana, può fare una pipì liberatoria prima di andare a lasciare segnali calmanti al suo simile per iniziare un rapporto pacifico.
In questo caso, con molta attenzione, possiamo notare che, nel fare la pipì, il cane alza la zampa a mezza altezza.
In un secondo caso, la pipì del cane ha la funzione di MARCARE il territorio e comunicare al suo simile che si trova nella sua proprietà.
In questo caso il rapporto che nascerà potrebbe non essere molto pacifico.
Noteremo anche che durante la pipì la zampa verrà alzata molto di più che nel primo caso, proprio per dimostrare la sua superiorità.
Purtroppo non è facile per noi capire a fondo questo segnale perchè, come dicevo, un RUOLO fondamentale è l’odore differente che le due PIPI’ avranno con i relativi opposti significati.
Questi sono i principali segnali che i cani utilizzano nel comunicare tra di loro.
Naturalmente non si esauriscono qui, ma esistono una serie di sfumature, di atteggiamenti, odori, incomprensibile all’uomo.
Ma se solo conoscessimo e riuscissimo a riconoscere questi pochi descritti nel nostro cane e anche in quelli altrui, si eviterebbero una serie di spiacevoli liti tra cani provocati soltanto dai loro padroni con la presunzione di conoscerli.
Ti riporto di seguito un altro libro molto interessante scritto da Vittoria Peyrani e Valeria Rossi, “Comunicare con il cane. Come dialogare meglio con il proprio cane.”
dove i segnali calmanti vengono affrontati molto attentamente insieme ad altri aspetti della comunicazione con il proprio cane.
Buona lettura.
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