Oggi colgo l’occasione per parlarti di una cosa che mi sento dire spesso dai miei clienti a proposito dei bocconcini, i cosiddetti “PREMIETTI”.Devo fare una premessa, però, per coloro che non hanno mai lavorato con il cane e quindi non sanno in che contesti vengono utilizzati i premietti.
Durante i percorsi di educazione con il proprio cane è best practice, come dicono gli inglesi, noi diremmo “è d’obbligo” (o quasi), usare un bocconcino come premio quando il cane esegue correttamente quello che gli chiediamo in un determinato momento.
Sento dire da molti: “ah, vabbè, ma così è facile”. Si, vorrei vedere.
Perchè l’uso del premietto, bocconcino o come lo volete chiamare, fa leva sul principio della RICOMPENSA, un principio che in natura esiste già.

Quando il lupo va a cacciare e riesce a recuperare la preda, è stato ricompensato per il suo lavoro di caccia.
Adesso dimmi per quale motivo dovrebbe essere sbagliato usare il premio quando il cane esegue bene ciò che gli chiediamo.
Attenzione, dico BENE.
E si, perchè non sempre il bocconcino ci viene in aiuto. Se usato male sicuramente otteniamo l’effetto contrario. Potremmo rinforzare atteggiamenti che non vogliamo se premiamo nel modo sbagliato o nel momento sbagliato.
Naturalmente, come sempre, ci sono delle eccezioni. Perchè con alcuni cani il sistema del bocconcino non è valido e allora si procede in altro modo. Ma questa è un’altra storia.
Adesso non voglio soffermarmi sul funzionamento tecnico del bocconcino nel linguaggio del cane. Probabilmente in futuro scriverò un articolo in proposito.
Mi interessa piuttosto esaminare un aspetto molto più spicciolo dell’atto di ricompensare il cane durante il lavoro.
Se ci pensi, anche l’uomo basa, o cerca di basare gran parte della sua vita sulla ricompensa. La ricompensa per il nostro lavoro è lo stipendio. Ed è giusto che questo ci sia a seguito di un lavoro ben fatto.
Purtroppo oggi, nel mondo umano, questa prassi si sta perdendo e molte volte ci troviamo a dover contrastare con i nostri clienti che pretendono il nostro lavoro, magari subito e pure ben fatto, senza porsi il problema di pagare il compenso pattuito per quel determinato lavoro.
“Il lavoro nobilita l’uomo” diceva Charles Darwin.
Lavorare fa bene al cane, l’importante è che sia retribuito.
Molte volte mi è capitato di vedere persone venire da me con il proprio cane perchè hanno dei problemi da risolvere.
In genere io fisso sempre un PRIMO INCONTRO GRATUITO per cercare di capire bene quali problemi ci troviamo davanti e soprattutto, per conoscere e “studiare” il cane e i componenti della famiglia con cui vive.
Posso dire che il 50% DEI PROBLEMI riesco ad evidenziarli al PRIMO INCONTRO soltanto ascoltando i proprietari e vedendoli interagire con il proprio cane davanti a me.
Spesso, tra i componenti della famiglia, c’è qualcuno, quasi sempre il marito, che mostra subito diffidenza nei confronti del percorso di educazione che dovrà affrontare con il cane. Probabilmente perchè spinto dalla moglie, dopo che il cucciolo le ha mangiato le scarpe nuove costosissime o i piedi del tavolo del soggiorno.
Si capisce subito il suo atteggiamento. Postura eretta, spalle larghe anche se non palestrato, braccia conserte, totale chiusura nei miei confronti. Ma, allo stesso tempo, è lui che mi spiega i problemi che hanno con il cane, dicendomi anche quali soluzioni ha adottato per impedire certi comportamenti non voluti. La maggior parte delle volte sono soluzioni inefficaci e dure nei confronti del cane.
Dopo averlo ascoltato, nel più dei casi gli smonto il piano di ripristino del cane da lui attuato, proponendogli SOUZIONI molto più civili, rispettose del cane e naturalmente EFFICACI.
Quando arrivo al punto:
“in genere il mio metodo si basa sull’uso del premio in cibo per rinforzare i comportamenti da me richiesti”
si vede subito una paresi facciale ed un aumento del suo volume corporeo come a volermi dire:
“ma che cazzo dici? Vuoi dire che i miei “no no Fuffi, tihodettodinonmordereipiedidel-
tavoloperchealtrimentitifacciounc…ocosì sono meno efficaci di un misero premietto?”
Ebbene si.
E’ pure vero che non tutti i clienti sono così. Anzi la maggior parte delle persone che mi contattano sono già convinti di intraprendere un percorso educativo con il proprio cane. Fortunatamente sempre più persone leggono LIBRI SUI CANI per documentarsi ancora prima di prendere un cucciolo.
(ti elenco di seguito alcuni link di libri che ho trovato utilissimi nella mia formazione di educatore e soprattutto appassionato del cane. 
Ti consiglio di leggerli, non possono farti male:
Turid Rugaas – L’intesa con il cane: i segnali calmanti – (http://amzn.to/2uHoHG9)
-Turid Rugaas – Aiuto, il mio cane tira – (http://amzn.to/2v1Iv6c)
Valeria Rossi – Comprendere il linguaggio del cane. Come conoscerlo e interpretarlo in ogni situazione – (http://amzn.to/2tF52Xf)
Valeria Rossi – Arriva un cucciolo! Che cosa sapere e che cosa fare per accogliere il tuo nuovo amico – (http://amzn.to/2tFk5A3)
Stanley Coren – Capire il linguaggio dei cani  – (http://amzn.to/2tyxED8))
Ma nonostante i migliori proprietari siano convinti di lavorare per migliorare la loro vita e quella del proprio cane, mostrano sempre una certa riluttanza all’uso del bocconcino.
Diciamo che impiego metà percorso per fargli capire l’importanza del premio al momento giusto. In realtà non sono in disaccordo con l’uso del bocconcino come principio, ma gli riesce difficile accettare la convivenza con un pezzo di wurstel in tasca almeno per il primo anno di vita del cane.
Appena vedono i PRIMI RISULTATI che, vi assicuro, sono IMMEDIATI, si sentono sull’Olimpo e credono di poter abbandonare il premietto. Ma è proprio li che invece bisogna insistere, continuando ad usare tutte le tecniche appena acquisite durante il percorso educativo.
“Ricordati, il cane ci proverà sempre” mi diceva la mia maestra.
Oggi rincontro clienti, anche con cani adulti presi nel MIO ALLEVAMENTO,
(a proposito, colgo l’occasione per invitarti a visitare il sito: www.colbay.it)
che, nonostante abbiano capito l’importanza del bocconcino, magistralmente usato da loro durante il percorso educativo, oggi, nella vita quotidiana del cane, se ne dimenticano.
Il risultato è che, agli occhi della gente, quei cani, bravissimi durante il lavoro, sembrano ineducati. Mi dispiace dirlo, ma è solo colpa dei proprietari.
Immagina di avere una macchina che sbanda. Penseresti mai di non intervenire con lo sterzo? Certamente no.
Lo stesso è per i cani. Se entri nell’ottica che determinati atteggiamenti del cane sono inammissibili, quelli non devono avvenire. E utilizzerai tutti gli STRUMENTI che hai a disposizione e che hai ACQUISITO durante il PERCORSO.
Per cui: “Non avere paura del bocconcino”.
Ma tu dirai: “allora rimarrò sempre schiavo del premio?”. Certamente no.
Se ben usato con il cane giovane, da adulto, un BRAVO! con la relativa carezza sarà il giusto premio. L’importante è che ci sia la ricompensa per il lavoro eseguito.
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