Argomento delicato e molto ma molto affrontato già in diverse occasioni.
Tuttavia oggi ti vorrei dare il mio punto di vista sull’argomento.
Naturalmente si tratta sempre della mia opinione personale basata sull’esperienza che ho acquisito lavorando in diversi ambiti con diversi tipi di cani.
Per questo motivo è condivisibile o no.
D’altronde sono sicuro che molte persone che leggeranno quest’articolo, potranno non essere d’accordo con me, ma il confronto è sempre una buona occasione per crescere.
Non voglio affrontare anche io il famoso dilemma: “è meglio guinzaglio o pettorina?”
Personalmente le ho usate entrambe, per motivi diversi e mi sono fatto la mia idea.
Premesso che ho una formazione da Retriever, dato che allevo Labrador Retriever e questo mi ha sempre influenzato, naturalmente, ma allo stesso tempo, sono sempre stato curioso di capire come funzionano altre tecniche e strumenti.

Per questo motivo cerco sempre di provarli direttamente.
In un periodo della ma vita, quando praticavo attività di soccorso come unità cinofila da salvataggio, sono stato costretto ad usare la pettorina, diciamo una divisa che il cane doveva indossare quando eravamo in servizio.
In più, quando operavamo in spiaggia, il cane doveva indossare un imbrago galleggiante che sarebbe servito per la sua sicurezza durante il nuoto e anche per permettere all’eventuale persona in difficoltà di potersi aggrappare.
Non ti dico la difficoltà a gestire un cane con quell’imbrago. Anche perchè non usavo neanche un guinzaglio dato che avrebbe finito per intralciare nel caso di un tempestivo intervento in acqua.
Allora io, come tanti miei colleghi, abbiamo pensato bene di agganciare una mini cimetta galleggiante nella parte alta dell’imbrago per avere un minimo di appiglio, dato che durante i pattugliamenti il cane non poteva camminare libero e che allo stesso tempo non avrebbe dato fastidio in acqua.
Questa cimetta era il massimo della personalizzazione per le U.C., chi l’aveva intrecciata, chi liscia, chi fatta a Scoobi Doo, chi di un colore, chi di un altro.
Ormai era diventata una gara a chi aveva la cimetta più figa durante la stagione.
Io poi, personalmente, avevo inventato un secondo strumento soltanto per Doxy, proprio per risolvere alcuni problemi che mi dava.
Cane tosto ma intelligentissimo. Non devi mai abbassare la guardia con la mia vecchietta.
Durante la fase di preparazione al brevetto, ogni tanto, dato il suo fortissimo istinto di conservazione, succede con le femmine che hanno riprodotto, decideva che poteva valutare di non entrare in acqua o di rientrare a riva mentre invece stavamo andando verso fuori.
E’ chiaro che non potevo permettere una cosa del genere, dato che il conduttore ero io.
Tu mi potrai dire: “ma povera, se voleva rientrare…?”
Non si tratta di cattiveria nei confronti del cane, ma ci stavamo preparando per andare a fare un servizio in pubblico dove avremmo avuto a che fare con delle persone in difficoltà.
Capisci bene che non è ammissibile che il cane ti lasci in tredici mentre stai andando a soccorrere una persona in mare.
Allora dato che io non riesco ad usare sistemi coercitivi nei confronti dei cani, mi è bastato realizzare un mini collare di corda di nylon sottile di colore nero, come Doxy e farglielo indossare a terra e in acqua.
Già soltanto questo ha condizionato il cane e lo faceva rientrare subito nei ranghi e bastava che io toccassi soltanto con un dito l’anello di questo collare quando Doxy decideva di fare qualche furberia, che tornava subito al suo posto.
Devo dire che con questa tecnica, per niente coercitiva, sono riuscito a condizionare Doxy  e a controllarla nella fase di addestramento, cancellando definitivamente ogni sua intesa di distrazione dal lavoro.
Tornando alla tipologia di guinzaglio più adatta al proprio cane, penso che non sia tanto importante se usare un guinzaglio a catena, a strozzo, da Retriever, una pettorina ad H, Z, Y e tutto l’alfabeto o tenerlo libero.
Bisogna sapere comunque controllare il proprio cane in ogni situazione e gli strumenti di controllo sono ben altri.
“Il GUINZAGLIO non è uno strumento di controllo ma uno strumento di SICUREZZA” dice sempre la mia maestra.
Quando i miei clienti arrivano al campo, la maggior parte delle volte con la pettorina, alla mia domanda:
“che problema avete con il vostro cane?”,
la prima risposta è:
“tira al guinzaglio”.
E secondo te la pettorina può aiutarti a non farlo tirare?
Certamente no. Anzi il cane tirerà con il petto, quindi farai più fatica a tenerlo.
Mettere la pettorina credendo di risolvere il problema della condotta al guinzaglio è come nascondersi dietro un dito.
E allora cosa fare?
Ti racconto un altro breve aneddoto che mi è capitato l’altro giorno proprio con dei clienti che stanno iniziando un nuovo corso di educazione di base.
Spero non me ne vogliano se leggeranno quest’articolo. Ci siamo passati tutti e sono cose del tutto normali.
Durante il primo colloquio che di solito faccio prima di iniziare il corso, l’intera famiglia arriva con il cane, un Labrador di pochi mesi, al guinzaglio e pettorina. Per di più una pettorina di quelle a fascia, quindi molto ingombrante per il cucciolo.
Li ho fatti accomodare attorno ad un tavolo per parlare un po’ e, a turno, un elemento della famiglia stava sempre in piedi attaccato al guinzaglio mentre il cucciolo lo trascinava per il mio giardino.
A un certo punto ho voluto provare io a tenere il cane utilizzando un guinzaglio Retriever.
In quel preciso istante il cane mi ha seguito al piede con il collare così lento che strisciava a terra.
I proprietari erano sbalorditi.
Come mai un cane che non aveva avuto il minimo di educazione già andava al piede con uno sconosciuto?
Non era successa nessuna magia.
Semplicemente avevo applicato ALTRI STRUMENTI PER CONTROLLARE IL CANE.
E non mi riferisco al collare Retriever. Quello era praticamente inesistente.
Ho soltanto utilizzato la PROSSEMICA, guidavo il cane con il corpo e con qualche piccolissimo VERSETTO.
Un libro interessante che mi ha chiarito molti dubbi è
“Aiuto, il mio cane tira!” di Turid Rugaas.
Lo puoi trovare a questo link.
In questo libro viene data un “RICETTA” per insegnare al cane a NON TIRARE.
In realtà il cucciolo non è portato a tirare, anzi, cerca sempre di stare vicino a noi.
Allora come mai alla fine imparano a tirare?
Siamo noi che glielo insegniamo involontariamente, GESTENDO MALE il guinzaglio, tirandolo e strattonandolo.
Nel libro viene spiegato in maniera molto semplice.
Gli INGREDIENTI della ricetta sono:
– un cane
un umano
una pettorina, un collare e un guinzaglio (come vedi poco cambia)
bocconcini
Il METODO in sintesi:
Regola fondamentale: sforzati di tenere sempre il GUINZAGLIO LENTO.
insegna al cane un VERSETTO che farai con la bocca
a questo versetto deve sempre seguire un PREMIO se il cane ti seguirà
se il cane dovesse superarti a tal punto da tendere il guinzaglio FERMATI e usa il versetto per richiamarlo
se si gira e ti viene incontro PREMIALO
Capisci bene che una volta capito questo, la tipologia di guinzaglio da utilizzare è superflua.
Secondo te in spiaggia, con quell’imbrago sul cane e la cimetta sul dorso, avrei mai potuto controllare Doxy tra passanti che la chiamavano continuamente, palloni volanti e bambini con i gelati che si avvicinavano?
Era tutta attenzione sul cane e lavoro di corpo.
Naturalmente nessuno nasce “imparato” come dice qualcuno in Sicilia.
Queste cose si apprendono, con pazienza e coerenza.
Ma una volta capito questo, il controllo del proprio cane è tutto in discesa (o quasi).
Buona lettura.
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