Questa è una domanda che sento rivolgere spesso e molto spesso la risposta che sento dare è: i cani non vedono i colori, vedono in bianco e nero.

Anche io mi sono posto spesso il problema di come vedessero i cani, se a colori o in bianco e nero. Una volta, non so dove l’avessi appreso, mi ero convinto che vedessero immagini allungate e a causa della mia deformazione professionale di architetto ho cercato di immedesimarmi nel cane che vede in questo modo.
Che mondo triste mi sembrava, senza colori.

Ebbene, finalmente ho trovato la risposta a questa domanda.

Risposta data da una personalità autorevole come Stanley Coren, professore emerito del Dipartimento di Psicologia all’Università della British Columbia.
Meglio conosciuto come autore dei libri più popolari sui cani.
(in fondo ti riporto alcuni link dove puoi trovarli).

Ho appena finito di leggere il suo articolo pubblicato sul sito di Psycology Today (anche di questo trovi il link in fondo se vuoi leggere la versione originale in inglese) su alcuni esperimenti condotti in merito e l’ho trovato molto interessante oltre che stimolante.

Dall’articolo emerge che fino ad ora l’idea che i cani vedessero in toni di grigio era errata. I cani riescono a vedere dei colori ma in numero minore rispetto a quelli che percepisce l’uomo. Hanno una percezione dei colori meno ricca e meno intensa.

Ma perchè?

Lo studioso Jay Neitz dell’Università della California, Santa Barbara, ha condotto un esperimento per verificare come i cani utilizzassero la loro vista.

Sostanzialmente ha sottoposto alcuni soggetti ad un test che prevedeva il posizionamento, davanti ad essi, di tre pannelli luminosi, due dei quali dello stesso colore e il terzo di colore diverso.
Il cane doveva riuscire ad individuare quello di colore diverso e segnalarlo. Se fosse riuscito nell’intento veniva premiato da una macchina.

Furono condotti diversi test su diversi soggetti e alla fine Neitz ha confermato, sostanzialmente, che i cani percepiscono i colori del mondo sintetizzati nei colori GIALLO, BLU e GRIGIO.

Quindi il verde, il giallo e l’arancione lo percepiscono come una sorta di giallo che tende, man mano, al marrone.

Il viola e il blu come blu e il blu-verde come grigio.

Ti riporto di seguito un grafico che ti renderà più chiaro questo concetto.

Ma perchè questa differenza?

Senza scendere troppo nel dettaglio, dato che non sono un veterinario, il motivo è legato alla presenza di alcune cellule speciali, chiamate coni, che catturano la luce e la traducono, sia all’uomo che al cane, in colori. Questi coni corrispondono alle diverse gamme di colori.

La differenza tra l’uomo e il cane sta nel fatto che quest’ultimo ne possiede un numero minore e soltanto di due tipologie; l’uomo ne possiede tre.
Capisci bene che questa carenza riduce notevolmente la percezione di alcune gamme di colori.

Ma non finisce qui, perchè Coren, alla fine del suo articolo, fa riferimento ad un fatto curioso che non è da trascurare.

Se ci fai caso, quasi tutti i giochi per i cani sono di colore rosso.
Come abbiamo visto il rosso è di difficile percezione da parte del cane e quindi cosa accade?

Pensa a quante volte sottoponiamo degli oggetti di colore rosso ai nostri cani con l’intento di farli giocare o addestrarli o interagire e loro non rispondono come vorremmo.
Forse adesso abbiamo una risposta.

La prima cosa che mi viene in mente è il diffusissimo KONG, oggetto di gomma di forma ovoidale dove è possibile inserire del cibo affinchè il cane possa, in qualche modo, estrarlo.
Serve a stimolare in lui una capacità di problem solving che varia da soggetto a soggetto e da razza a razza.

Una precisazione: quasi sempre chiamiamo quest’oggetto Kong anche se questo è il nome della casa produttrice che li realizza. E ce ne sono di diverse forme e dimensioni.
Puoi reperire il classico cliccando QUI

Ma tornando al nostro gioco, per lo più rosso, in base al grafico precedente, a questo punto il nostro cane dovrebbe vederlo marrone scuro o peggio nero e non più rosso.
Ti rendi conto delle difficoltà che il nostro povero cane deve affrontare per interagire con questo “coso”, magari su un prato o su terra?

Ti rendo subito l’idea con l’aiuto di due semplici immagini:

 

Come vediamo noi un Kong rosso sulla terra.

 

Come vedono più o meno i cani un Kong rosso sulla terra.

 

Ti rendi conto che il contrasto tra l’oggetto e il terreno per loro è quasi nullo.
E’ vero che il terreno può cambiare e che, spesso, il Kong può stare sul pavimento, ma comunque appare sempre un oggetto meno brillante di come lo vediamo noi.

E cosa dire dei Kong di colore nero che si trovano in vendita insieme a quelli rossi?
Sinceramente non saprei quale sia la risposta più adeguata.
Dato che nel grafico non è menzionato, qual’è il colore in cui lo vedono i cani?

Qui si potrebbe aprire un dibattito supportato dalle varie teorie sul colore.
Se hai qualche ipotesi a riguardo ti prego di proporla commentando questo articolo qui sul blog o nel gruppo Facebook.

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Nonostante ciò noi chiediamo comunque al nostro cane cose quasi impossibili. E lui che fa?

Riesce a farle.

Non può porsi certamente il problema dell’ignoranza dell’uomo davanti al linguaggio e al funzionamento del cane.

Il suo padrone gli ha chiesto di prendere quell’oggetto? E lui si sforza di renderlo felice.

Abbiamo solo da imparare dai nostri cani.

E a proposito di imparare, credo che dovremmo sforzarci di capire sempre quale sia il loro punto di vista.

Noi ragioniamo sempre secondo le leggi umane, secondo le nostre necessità, quando invece non capiamo che siamo noi che abbiamo le competenze per capire ed imparare il loro linguaggio.

LINKS:

articolo originale

Capire il linguaggio dei cani (Stanley Coren)

L’intelligenza dei cani (Stanley Coren)

– Cani e padroni. Come trovare il cane ideale… (Stanley Coren)

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