Oggi fa troppo caldo per affrontare discorsi impegnativi e quindi faremo proprio un discorso “i cafè” come si dice in Sicilia. Un discorso “i cafè” è un discorso leggero, non molto impegnativo, proprio come quei discorsi in cui ci possiamo imbattere in un bar.
Ti racconto un breve aneddoto che mi è capitato proprio l’altra mattina.
In genere, d’estate, io e Silvia ci sediamo sotto il patio a fare colazione. Francesca dorme ancora e tutti i cani liberi che prendono posto a terra intorno al tavolo.
L’unica è Lola, la bassotta standard a pelo duro, che dopo aver tentato invano di rientrare in casa per riconquistare il suo cuscino, poi decide di dare il via alla stagione di caccia di lucertole.
I Labrador, da buoni Labrador, tutti intorno a noi a circa 10/20 cm di distanza.
L’altra mattina però,

Cody, il nostro maschio giallo, si era allontanato, forse anche lui per cacciare qualcosa.
Ad un tratto è tornato verso di noi, spedito, con passo baldanzoso, quasi sorrideva, atterrando con il suo tartufo umidiccio sul gomito di Silvia mentre spalmava il burro sul pane.
Silvia non ama tanto i contatti umidi dei Labrador, soprattutto mentre mangia.
Chi le potrebbe dare torto? (Solo un allevatore).
La sua reazione è stata: “Codyyyyy, via via, sciò, sto mangiando”.
Le imprecazioni di Silvia mi ricordano tanto quelle di zio Paperone quando doveva allontanare i curiosi dal suo deposito.
Intervengo io allora: “ma dai povero, che ti ha fatto? Non lo vedi che è tornato allegro e baldanzoso? Magari aveva da dirti qualcosa:
Mamy, mamy, sai ho visto una lucertola, ma non sono riuscito a prenderla perchè sono troppo grosso.”
Allora Silvia che imita Cody: “Mamy, mamy, dai, mi dai una mollichina?”
Silvia: “Da tavola? Sai che è vietato” (prendendo un po’ in giro me che non permetto che si dia cibo da tavola ai cani).
Cody: “ma l’altra volta me l’hai data.”
Silvia: “ma è passato più di un mese.”
Cody: “ma noooo dai, ti ricordi l’altra volta, quando ero piccolo (Cody ha 8 anni adesso) che mi hai dato una molecola di pane?”.
A seguire Silvia mi ha raccontato che è stato condotto uno studio che ha dimostrato che nel sistema nervoso centrale del cane, a livello corticale, i neuroni esprimono il gene M-ef ovvero MEMORIA D’ELEFANTE.
Ovviamente mi stava prendendo in giro. Ma il ragionamento calzava a pennello.
I CANI NON DIMENTICANO. Basta una sola volta, anche lontana, pechè diventi abitudine.
Questo è uno dei casi più frequenti portati dai miei clienti.
Quando arrivano al campo, cominciano a raccontarmi i problemi che hanno con il proprio peloso e tra le varie cose mi riportano strani atteggiamenti che il cane ha iniziato ad avere:
“Ma prima non lo faceva, incredibile”.
Ed io: “sei sicuro che non gliel’hai insegnato tu, anche involontariamente?”.
La risposta è quasi sempre “no, certamente”.
E al mio: “guarda che basta una sola volta che il cane lo memorizzi”, il proprietario ricorda che, tanto tempo prima, potrebbe aver provocato involontariamente l’atteggiamento manifestato oggi dal cane.
I proprietari rimangono sempre sbigottiti da questo fenomeno.
Probabilmente mostrano anche preoccupazione, si sentono come osservati e controllati dal cane.
E tanto torto in fondo non hanno.
Dobbiamo sempre tenere conto del fatto che i cani, fin da cuccioli, ci osservano sempre più di quanto noi osserviamo loro.
Immaginate quante informazioni registrano su di noi e quante poche ne abbiamo noi su di loro.
Saranno sempre in vantaggio.
Il segreto? STUDIARE PRIMA dell’arrivo del cane in casa intanto, in modo da sapere queste cose in anticipo e giocare d’astuzia.
Sapendo che il nostro cucciolo ci osserverà, sfruttiamo queste occasioni per mostrargli le cose che vogliamo che faccia, le GIUSTE REGOLE di casa fin dall’inizio.
Se decidi che al tuo cane non è permesso fare una cosa, vai dritto sulla tua strada e non lasciarti influenzare da nessuno.
Non preoccuparti del chi hai davanti o del dove sei. Segui la regola che tu e solo tu hai deciso per il tuo cane.
Tu sarai il primo a seguirla con COERENZA e farai di tutto perchè, tutti coloro entreranno in relazione con il tuo cane, seguiranno quella regola.
Spesso mi sento dire: “ma anche per strada? Non mi sembra giusto dire agli estranei di non fare una cosa al mio cane.”
E perchè? Con garbo si può dire tutto.
Se qualcuno tocca in maniera inadeguata il tuo bimbo non ti incazzi?  Non dici niente? Certamente no. E lo stesso vale per il tuo cane.
Ricorda che quello che costruisci in una settimana di lavoro con il tuo cane, una persona, con un atteggiamento sbagliato, potrebbe distruggerlo in un millisecondo.
Silvia spesso mi critica perchè sono molto rigido nel dare cibo da tavola ai cani. Ma lo faccio perchè me l’ha insegnato Doxy, una mangiona di prim’ordine anche adesso che ha dieci anni.
Probabilmente quando era giovane e io ingenuo, avrò dato o avrò permesso che qualcuno desse a Doxy anche una sola mollichina da tavola.
Ebbene, non si è levata più il vizio di chiedere. E per dieci anni ha chiesto cibo da tavola, avvicinandosi con il muso al tavolo.
Allora non posso biasimare Silvia quando si lamenta di questo atteggiamento.
Tu mi dirai? “Ma Doxy potrebbe essere un singolo caso.”
Si, potrebbe essere, ma è pure vero che questa situazione mi è capitata spesso anche con altri cani e con altre razze.
D’altronde il lupo torna a cacciare dove altre volte ha trovato la preda.

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