In questi ultimi giorni abbiamo sentito parlare al tg del tragico episodio della bimba sbranata dai suoi due Pitbull. Non é il primo caso del genere e purtroppo, non credo che sarà l’ultimo.
Non sarà l’ultimo finché non ci decideremo a cambiare il modo di interagire con i cani e finché non ci convinceremo che i cani ragionano da cani.
L’ho sempre detto e lo ripeto: siamo noi che dobbiamo adeguarci a loro.
Sicuramente non sono ne il primo ne l’ultimo a scrivere un articolo su questo tema, ma mi sono sentito quasi in obbligo ad esprimere il mio punto di vista sull’argomento.
Forse la massiccia presenza di gente che scrive e parla di questo problema potrebbe avere la forza di cambiare le cose e magari, salvare qualche altro bambino.
In quanto papà e proprietario di diversi cani vivo un’esperienza diretta ogni giorno e mi rendo conto sempre di più quanto sia importante sapere dove e come mettere le mani.
Il titolo di questo articolo pone una domanda:
BAMBINI E CANI, di chi é la colpa (se succede qualcosa di sgradevole)?
La mia risposta é:

dei genitori, sempre.
Fermo restando che se ci si trova in presenza di un soggetto aggressivo la colpa rimane dell’uomo, o perchè ha gestito male il cane o perchè è stata fatta una selezione sbagliata di quel soggetto, affrontiamo il caso di un cane qualsiasi.
Non credo che esistano razze “buone” e razze “cattive”, piuttosto ogni razza ha delle attitudini e caratteri maggiormente sviluppati rispetto ad altre.
Questo perchè ogni razza, in principio, è stata selezionata per uno scopo ben preciso.
Non voglio riferirmi soltanto ai Pitbull perchè quanto è successo potrebbe capitare anche con il Labrador più buono del mondo se gestito in maniera non corretta.
Proprio in questo periodo mi trovo a dovere gestire una situazione di convivenza tra mia figlia, adesso ha poco più di un anno e i miei cani.
Fino ad ora era stato facile perchè Francesca interagiva poco con loro e la vedevano sempre abbastanza immobile.
L’hanno accettata subito appena nata e hanno sempre dimostrato un atteggiamento di controllo, come nuovo membro della famiglia, ma mai hanno superato alcun limite.
Adesso si pone il primo problema che, devo dire, aspettavo al varco da un po’:
Francesca ha scoperto che si può dare cibo ai cani.
E se consideri l’altezza di una bimba di un anno, praticamente siamo in bocca al cane.
Secondo te posso insegnare ad un Labrador a non mangiare quando qualcuno gli offre del cibo?
Specialmente se quel qualcuno è uno della famiglia?
E specialmente se ne hai diversi?
Forse con un po’ di impegno, un bel po’, si potrebbe, ma sarebbe troppo impegnativo e sempre rischioso.
Allora cosa fare?
Posso INTERVENIRE soltanto in DUE MODI.
Da un lato evito che si creino situazioni in cui Francesca potrebbe dare cibo ai cani e se proprio dovesse succedere, intervengo su mia figlia dicendole che non si fa (per il momento).
Vi assicuro che ad un anno capisce e come.
Per quanto mi possa fidare ciecamente non posso sicuramente consentire che il cane interagisca liberamente e in solitudine con mia figlia.
Cosa succederebbe esattamente se dovessi consentirlo?
Possiamo distinguere diversi atteggiamenti che potrebbe portare ad una reazione sgradevole del cane.
Il primo è sicuramente la MANIPOLAZIONE del cane da parte del bambino.
Un caso specifico è l’ABBRACCIO.
Lo facciamo spesso anche noi adulti.
Tu mi dirai: “ma, allora, non sono libero di abbracciare il mio cane?”
Certamente si, ma intanto tu sei un adulto, e poi è necessario che tu sappia che ciò che stai facendo NON E’ GRADITO al cane e che lui, in quel momento sta tollerando.
Capisci bene che il livello di tolleranza varia e dipende da razza a razza e da cane a cane. Anche questo è importante sapere.
Che razza hai deciso di avere in casa?
Hai mai letto un libro sulla tua razza, magari prima di prendere il cucciolo?
Frequenti il Club di razza? Ti assicuro che i Club di razza non sono solo per le persone che fanno esposizioni.
Tornando all’abbraccio, proprio l’altro giorno un mio cliente che ha preso un mio cucciolo di Labrador, adesso è adulto, mi raccontava che suo figlio, di qualche anno, spesso abbraccia il cane.
Non c’è niente di male ma la reazione del cane è quella di VOLTARE LA TESTA.
Ricordi cosa significa?
Se non lo ricordi ti invito a rileggere il mio articolo sui SEGNALI CALMANTI.
Il voltare la testa è un messaggio che il cane invia al fine di calmare chi ha davanti.
Se per noi l’abbraccio è un segno d’affetto, per il cane è una COSTRIZIONE.
E allora perchè costringere il cane a fare una cosa contro voglia?
Può anche capitare ogni tanto, perchè accarezzare il nostro cane è terapeutico, ma quando c’è di mezzo un bambino è necessario che un ADULTO MODERI il tutto.
Fortunatamente il mio cliente, già istruito adeguatamente sull’argomento, è intervenuto dicendo al figlio di interrompere l’abbraccio.
Ecco questo è quello che io reputo un buon genitore e proprietario di cane. Ha colto immediatamente il segnale del cane (perchè aveva studiato) ed è INTERVENUTO SUL FIGLIO.
Spesso, quando capitano queste situazioni, l’adulto non interviene o magari non è neanche presente. Ecco che scatta la reazione del cane che, quasi sempre, non è repentina.
Il cane avrà sicuramente lanciato qualche segnale di preavviso (come voltare la testa), ma se non è presente nessuno in grado di leggerli poi il limite di tolleranza viene superato ed arriva la tragedia.
Cosa ti aspetti che il bimbo piccolo lasciato da solo con il cane legga questi segnali?
Poi siamo sempre pronti ad incolpare il cane di turno e quindi a riversare la reazione corrispondente sulla rispettiva razza.
Se si tratta di un Pitbull: “ecco i soliti cani aggressivi, quelli della famosa lista nera”.
Se si tratta di un Labrador: “ma come, un Labrador? Ma non erano i cani più buoni del mondo?”.
Il cane è cane, e come la persona più equilibrata, se gli si rompono le palle reagisce.
Un altro atteggiamento poco tollerato dal cane è quando il bimbo lo manipola costantemente e a sproposito.
Quante volte mi è capitato di vedere bimbi che prendono il labbro del cane e lo rivoltano come un calzino.
E la reazione dei genitori è di compiacimento, proprio perchè sono orgogliosi che il proprio cane non reagisce.
“Guarda”, dicono, “lui si fa fare tutto.”
Finchè non supera il limite. E perchè farlo arrivare al limite?
Il fatto che un cane tolleri più o meno un comportamento non significa che dobbiamo approfittarne.
I cani sono perlopiù contenti di fare qualcosa per noi, anche se non la gradiscono affatto.
Ma loro ci rimangono fedeli sempre. Il patto è, però, che le cose che gli chiediamo, gliele chiediamo in maniera adeguata. Magari ricompensandolo adeguatamente dopo.
Ma i cani non sono solo quelli di famiglia. Esistono anche i cani randagi o quelli che incontriamo per strada con i propri padroni.
Se vuoi il mio parere, mi sento molto più tranquillo quando incontro un cane randagio libero che un binomio cane-padrone.
I cani RANDAGI, proprio perchè vivono in autonomia, senza o con pochissima influenza dell’uomo, sono i MIGLIORI COMUNICATORI.
Spesso ci capita di essere avvicinati da altri cani, quasi mai quelli randagi, mentre siamo a passeggio con i nostri bimbi.
Succede per lo più questo.
Se i genitori non sono amanti dei cani, cambiano strada repentinamente o, se non fanno in tempo, appena si avvicina il cane, prendono subito il bimbo in braccio.
Perfetto, adesso il bambino è diventato subito una preda.
E la reazione del cane è giustificabilissima.
Cosi facendo, inoltre, abbiamo insegnato al bimbo che i cani sono esseri dai quali ci si deve guardare.
Piuttosto direi che “I CANI SONO DA GUARDARE”.
Osserva sempre i cani (meglio i randagi). Imparerai sicuramente qualcosa.
Nel malaugurato caso in cui il cane abbia già addentato il bambino, l’ERRORE più grande sarebbe quello di SOTTRARLO alla sua bocca.
Si esatto, non bisogna sottrarlo.
Capisco che sarebbe il gesto più istintivo, ma immagina cosa succederebbe se da un lato la bocca del cane ha addentato un lembo di carne del bimbo e dall’altro lato noi lo tiriamo via. La maggior parte delle volte siamo noi a creare la lesione con il nostro ritrarci.
Piuttosto dobbiamo cercare di aprire la bocca del cane con le nostre mani o con qualche strumento (tipo un pezzo di legno) spingendolo a mollare la presa.
Ma sarebbe meglio non arrivare a questo.
Per quanto mi riguarda quello che faccio in presenza di un cane che non conosco e sono con mia figlia è di INTERPORMI tra lei e il cane in modo da poter gestire adeguatamente un possibile incontro evitando di farle capire che un possibile pericolo si sta avvicinando.
Per mia figlia i cani sono tutti buoni e cerca sempre di toccarli, anche gli estranei.
Fondamentalmente alla base dei più frequenti errori che commettiamo con i cani c’è l’ANTROPOMORFIZZAZIONE, cioè il nostro attribuire al cane comportamenti e modi di ragionare umani.
Spesso mi sento dire da qualche cliente:
“per noi il cane è come un figlio, lo trattiamo come uno della famiglia”,
come a voler farmi sapere che loro amano il proprio cane e che lo promuovono a componente della famiglia al pari dei figli.
Questo ogni volta mi terrorizza perchè quasi sempre non porta niente di buono.
Adesso non dico che io non consideri i miei cani come membri della famiglia, soltanto che io considero la mia famiglia composta da tre umani, cani e anche altri animali.
Il fatto che mi ricordi che i cani rimangono cani è fondamentale, per il bene nostro e dei cani stessi.
Buona lettura.
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